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Attualità | 12 settembre 2025, 08:00

Alla scoperta dei Forti - Forte Diamante, due secoli di battaglie e orizzonti

Eretto tra il 1756 e il 1758, fu teatro di assedi e battaglie. Oggi chi affronta la salita per raggiungere la vetta, trova ad attenderlo non più soldati, ma un panorama che abbraccia la città

Prosegue oggi, e continuerà per tutti i venerdì successivi, ‘Alla scoperta dei Forti’, un servizio seriale de ‘La Voce di Genova’ dedicato a una delle ricchezze più straordinarie del nostro territorio: il sistema fortificato che abbraccia la città dalle alture. Un patrimonio unico, che racconta secoli di storia militare, politica e sociale. Un viaggio tra Medioevo e Ottocento, tra leggenda e realtà, sempre con lo stesso filo conduttore: l’amore per Genova e per le sue eccellenze. Buon viaggio insieme a noi, alla scoperta dei Forti!

Chi è stato sul Forte Diamante almeno una volta lo sa: la fatica di affrontare i tornanti in salita viene ripagata dal panorama di cui si potrà godere una volta raggiunta la vetta. Con i suoi 667 metri di altitudine, l’omonimo monte consente di ammirare la città e le sue valli, con alle spalle la sentinella di pietra del forte che, da oltre due secoli, veglia su Genova.

La sua costruzione, infatti, risale agli anni 1756-1758, quando la Repubblica di Genova, timorosa degli attacchi provenienti da nord, decise di rafforzare il sistema difensivo cittadino. L’ingegnere francese Jacques De Sicre ne disegnò le linee, ispirandosi alla tradizione delle fortificazioni a stella: bastioni poligonali, doppie cinte murarie, un quartiere centrale sviluppato su tre piani. Non mancavano gli elementi simbolici: sopra l’ingresso, una lapide, purtroppo oggi andata perduta, ricordava la generosità del marchese Giacomo Filippo Durazzo, che con una donazione di cinquantamila lire aveva reso possibile la costruzione. Lì si celebrava l’amore per la patria e il valore di un’opera che avrebbe dovuto proteggere la città nei suoi punti più vulnerabili.

E la storia confermò ben presto la sua importanza: nel 1800, durante l’assedio austriaco, il Diamante divenne teatro di scontri sanguinosi fra le truppe francesi che occupavano Genova e gli austriaci che premevano dalle valli. È in quei giorni che anche il poeta Ugo Foscolo, arruolato tra i difensori, rimase ferito nei pressi dei rilievi circostanti. Più tardi, con il passaggio della città al Regno di Sardegna, il Genio Militare intervenne con modifiche e ampliamenti, consegnandoci l’aspetto che il forte conserva tutt’ora. Ma con l’arrivo del Novecento la sua funzione militare si esaurì: dal 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, il Forte Diamante fu definitivamente abbandonato.

Oggi ciò che rimane è una fortificazione affascinante e severa al tempo stesso, con i suoi muri che raccontano di assedi e battaglie, di strategie difensive e di visioni politiche di un’epoca passata. Gli stemmi sabaudi ancora scolpiti, le grate e le caditoie testimoniano un passato in cui il forte era presidio vitale per la città. Ma la sua vita non è finita: camminatori ed escursionisti lo raggiungono lungo i percorsi che collegano i forti genovesi, spesso partendo dal Forte Sperone e salendo verso la cima.

Negli ultimi anni, l’interesse per la rete di fortificazioni ha riacceso l’idea di restituirle alla città: progetti di recupero dei sentieri, iniziative di trekking culturale, ipotesi di collegamenti pedonali e ciclabili si intrecciano al desiderio di trasformare i Forti in spazi di memoria e di bellezza. Forte Diamante resta così, ancora oggi, un simbolo duplice: ricordo della forza militare della Repubblica di Genova e punto di incontro tra storia, natura e paesaggio. 

Chiara Orsetti

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