È stata approvata, dopo una estenuante battaglia in un Consiglio regionale durato più di dieci ore, la riforma della giunta Bucci che mette mano alla struttura amministrativa dell’ente.
La legge istituisce tre nuove figure dirigenziali: il responsabile dell’attuazione del programma di governo, il capo di gabinetto e il direttore generale di coordinamento.
Secondo il centrodestra, la riorganizzazione renderà più efficiente la macchina amministrativa, senza variazioni di costo. Per l’opposizione, invece, si tratta di un “pasticcio verticistico che politicizza la dirigenza e viola i principi costituzionali e la giurisprudenza consolidata”.
Il voto è arrivato dopo ore di tensione, con la maggioranza che ha imposto il contingentamento dei tempi: dieci minuti a testa per i consiglieri per illustrare tutti gli emendamenti, anziché i cinque minuti per ciascun emendamento previsti dalla prassi. Una scelta che, secondo le opposizioni (PD, Avs, Movimento 5 Stelle e Lista Orlando Presidente), avrebbe violato lo Statuto e il Regolamento del Consiglio.
La decisione ha di fatto tagliato le gambe all’ostruzionismo tentato dalle minoranze, che hanno protestato duramente in aula.
Il DDL approvato modifica la legge del 2022 sulla “Disciplina dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria”, intervenendo anche sugli organismi interni di valutazione e sull’inquadramento della figura del capo di gabinetto, finora priva di riconoscimento giuridico formale.
“Un atto non tecnico ma politico – ha dichiarato Carola Baruzzo (PD) – che politicizza la dirigenza e indebolisce il controllo. Si introduce una delegificazione profonda che consente all’esecutivo di modificare organigrammi senza passare dall’organo rappresentativo.”
“La Corte dei conti, nel 2024, aveva dichiarato che la figura del capo di gabinetto non aveva riconoscimento giuridico – ha ricordato Selena Candia (Avs) – e ora questa legge serve per inquadrarla.”
“Ci sono molti pericoli – ha aggiunto Gianni Pastorino (Lista Orlando Presidente) – tra cui la compressione delle prerogative del Consiglio.”
“Si moltiplicano le figure apicali – ha detto Stefano Giordano (M5S) – tutte nominate su base fiduciaria. Il risultato è una struttura verticistica e costosa: 1,8 milioni di euro sottratti a capitoli più utili ai cittadini.”
Un tentativo del PD di sospendere il provvedimento per quattro mesi e rinviarlo in Commissione bilancio è stato respinto con 18 voti contrari e 13 favorevoli.
“Ogni riforma non è perfetta, ma l’importante è farla con lo spirito giusto: dare un servizio – ha replicato l’assessore Paolo Ripamonti –. Questa è la nostra visione per rendere l’ente più efficiente.”
Durante la seduta, il presidente Marco Bucci ha difeso la riforma: “Ci sono due aspetti fondamentali: la riorganizzazione degli uffici e la definizione dello staff, che viene scelto come accade per ogni presidente. Le figure del capo di gabinetto e del responsabile dell’attuazione del programma fanno parte dello staff e non possono avere incarichi dirigenziali. Questa legge lo chiarisce in modo inequivocabile.”
Dopo oltre dieci ore di discussione, tutti gli emendamenti sono stati respinti e la legge è stata approvata senza il voto dell’opposizione, chiudendo una delle sedute più tese della legislatura.














