L’USB Trasporti lancia un allarme sulla situazione finanziaria di Amt, arrivata al punto di dover reperire 14 milioni di euro entro metà novembre per garantire stipendi, contributi e pagamenti ai fornitori.
Secondo il sindacato, appare “inaccettabile e irresponsabile” l’atteggiamento del Comune di Chiavari, che ha annunciato di voler analizzare “con calma” i conti dell’azienda prima di versare la propria quota di partecipazione. Un ritardo che, secondo l’USB, rischia di bloccare i servizi e compromettere la tutela occupazionale.
La protesta si concentra anche sulle scelte dell’amministrazione genovese, che con il capolinea diffuso e la demolizione della vecchia struttura in piazza Nostra Signora dell’Orto hanno determinato un aumento dei costi per AMT di oltre 150mila euro all’anno, tra gasolio e affitto di nuovi locali. Il sindacato solleva inoltre dubbi sul servizio gratuito della linea 902, pagata a parte da Chiavari, chiedendo chiarimenti sul reale impatto economico per l’azienda.
“AMT non è una banca privata né una qualsiasi azienda commerciale: è un servizio pubblico essenziale”, sottolinea l’USB. “Le esitazioni e i rinvii politici rappresentano un attacco diretto ai lavoratori e ai cittadini”.
Il sindacato chiede con forza:
il versamento immediato dei contributi da parte di tutti i Comuni soci;
la garanzia del pagamento integrale e puntuale di stipendi e contributi per i lavoratori AMT e dei subappalti;
la convocazione urgente da parte della Città Metropolitana di un tavolo permanente con sindacati e Comuni per la trasparenza del piano industriale e di risanamento;
il rifiuto di tagli al personale, riduzione dei servizi o privatizzazioni mascherate;
la piena responsabilità pubblica sulla gestione economica dell’azienda.
L’USB Trasporti avverte che, se nei prossimi giorni non arriveranno risposte concrete, metterà in campo tutte le iniziative necessarie di mobilitazione per difendere lavoro, trasporto pubblico e diritti collettivi.














