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Attualità | 18 novembre 2025, 08:00

Sestri, dopo anni riparte il dialogo con Fincantieri: il 24 novembre il Municipio al tavolo con l’azienda

Gli obiettivi: ricucire il filo che unisce il cantiere e la delegazione e chiedere risposte su riqualificazione, incluso il progetto urbanistico, e ricadute territoriali. Il presidente Ceraudo: "Sarà l’inizio di un percorso condiviso di responsabilizzazione da parte dell’azienda rispetto alle criticità che coinvolgono il quartiere"

Sestri, dopo anni riparte il dialogo con Fincantieri: il 24 novembre il Municipio al tavolo con l’azienda

Il 24 novembre potrebbe segnare una data spartiacque nei rapporti tra la delegazione di Sestri Ponente e Fincantieri: dopo anni di silenzi, rinvii e interlocuzioni mai decollate, il presidente del Municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo annuncia l’atteso incontro ufficiale tra l'amministrazione municipale e l'azienda. “Partiamo dal fatto che finalmente ci incontriamo: il Municipio avrà un confronto con Fincantieri e questo rappresenta un passaggio importante. Quel famoso filo che deve unire il territorio a Fincantieri potrà essere ripristinato. Mi auguro che sia l’inizio di un percorso condiviso di responsabilizzazione da parte dell’azienda rispetto alle criticità che coinvolgono la delegazione”, ha raccontato a La Voce di Genova Ceraudo

Al centro dell’incontro ci saranno il riassetto dei cantieri navali, il progetto di riqualificazione urbana presentato un anno fa dall’azienda e poi rimasto fermo, e il tema delle ricadute reali sul territorio: “Dovremo parlare dell’opportunità di riqualificazione del quartiere, un progetto su cui poi non ci sono più state risposte. Sarà fondamentale capire quali ricadute potrà avere Fincantieri sul territorio nei prossimi anni, se sono già stati avviati studi o analisi e quali strumenti l’azienda intenda mettere in campo per portare benefici concreti alla delegazione”, aggiunge Ceraudo.

Questo primo tavolo sarà ristretto, in attesa di allargarlo successivamente: “Sarò presente io come presidente, insieme ai referenti dell’azienda. Successivamente apriremo un’interlocuzione più ampia con la parte amministrativa e quella partecipativa”. Un passaggio che per il Municipio significa provare a ricucire un rapporto logorato nel tempo: “Il rapporto tra il cantiere e la delegazione si è interrotto da anni. Ma il cantiere è, e deve essere, una risorsa per il territorio. È necessario ricucire quel filo oggi spezzato, perché il valore che Fincantieri rappresenta deve tradursi in ricadute positive per i cittadini. Solo così si può evitare un contrasto tra cantiere e abitanti: serve un obiettivo comune”.

Oltre alle questioni urbanistiche, Ceraudo porterà al tavolo anche una serie di istanze maturate nel confronto con associazioni e realtà locali: “Porterò le richieste che ho raccolto dal territorio: dalla questione dell’ambulatorio di Palazzo Fieschi, che potrebbe aprire a una collaborazione, ai percorsi formativi della scuola edile del CIF, che potrebbero diventare occasioni di professionalizzazione e inserimento lavorativo. E poi la necessità di mediatori culturali, vista la presenza di molti lavoratori provenienti da altri Paesi. Collaborare sarà fondamentale: è ciò che la delegazione chiede”.

Un incontro che, nelle intenzioni del Municipio, dovrà essere l’avvio di un percorso più ampio: “Sarà il punto di partenza per ufficializzare altri passaggi. Il disagio parte da qui e da qui vogliamo costruire. Come avevamo promesso, stiamo portando avanti questo progetto, sottolinea il presidente.

Sul tavolo, dunque, tornerà anche il grande progetto urbanistico presentato un anno fa da Fincantieri, che prevedeva opere di forte impatto per la delegazione: l’allargamento di via Puccini e il collegamento diretto con la Marina previo spostamento della ferrovia verso monte; parcheggi multipiano per oltre 900 posti auto; nuove aree urbane e spazi polifunzionali alle spalle dei cantieri; il recupero dell’ex sala tracciatura come polo museale; un parco pensile come barriera verde e acustica; nuove connessioni pedonali e visive verso il mare. Un piano ambizioso, rimasto però fermo negli ultimi dodici mesi.

Già al momento della sua elezione, Ceraudo aveva indicato questa direzione: “La deindustrializzazione ha impoverito il tessuto cittadino, ma oggi ci sono trasformazioni importanti come quella di Fincantieri. Bisogna ricucire il filo che un tempo legava l’industria alla delegazione. Le aziende non vanno demonizzate: devono però assumersi responsabilità verso il territorio, non solo creando lavoro ma contribuendo al tessuto economico e sociale dei quartieri. Lavoriamo perché non siano solo servitù, ma diventino un valore aggiunto”.

Federico Antonopulo

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