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Politica | 03 dicembre 2025, 16:02

Ex Ilva, il ministro Urso: "Non c'è alcun piano di chiusura: la produzione continuerà. A Genova nessuno andrà in cassa integrazione"

"I commissari hanno avviato un programma di manutenzione straordinaria per consegnare al futuro acquirente entro marzo impianti funzionanti e sicuri con almeno quattro milioni di capacità produttiva per consentire di realizzare il piano di decarbonizzazione nella continuità occupazionali"

Ex Ilva, il ministro Urso: "Non c'è alcun piano di chiusura: la produzione continuerà. A Genova nessuno andrà in cassa integrazione"

"Non c'è nessun piano di chiusura. Anzi, esattamente il contrario. I commissari hanno avviato un programma di manutenzione straordinaria per consegnare al futuro acquirente entro marzo impianti funzionanti e sicuri con almeno 4 milioni di capacità produttiva per consentire di realizzare il Piano di decarbonizzazione nella continuità occupazionale". Così ha affermato il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso a una domanda al question time relativa allo stabilimento di Genova Cornigliano. 

E ancora: "La manutenzione straordinaria è assolutamente necessaria - ha aggiunto - ed è conseguente allo stato di totale abbandono e decadimento in cui gli impianti sono stati lasciati da ArcelorMital. Per questo i Commissari avvieranno nei prossimi giorni un'azione risarcitoria per circa 5 miliardi". "A Genova come a Novi Ligure - ha assicurato - la produzione continuerà".

Urso ha proseguito sottolineando che "i commissari hanno disposto delle provvisorie modifiche agli assetti produttivi per eseguire interventi di manutenzione a Taranto anche per garantire la massima sicurezza ai lavoratori. Queste temporanee modifiche non avranno alcun effetto sull'occupazione". "A Genova nessuno andrà in cassa integrazione" e a "Novi Ligure tutti resteranno al lavoro". 

"Il Piano industriale alla base della procedura di gara rimane quello iniziale. Non è cambiato" ha aggiunto Urso precisando che questo "recepisce il vincolo alla decarbonizzazione previsto dal bando, da conseguire nei tempi più brevi possibili".

La gara internazionale "è in atto, i negoziati sono difficili perché l'obiettivo è sfidante" ha proseguito sottolineando che "Il Governo sta intanto lavorando alle condizioni abilitanti nella consapevolezza che la fornitura e il costo dell'energia è il fattore più critico, anche nell'ottica dei fabbisogni connessi alla programmata decarbonizzazione. La tecnologia green ha bisogno del gas. In un contesto in cui non risulta praticabile la soluzione della nave rigassificatrice in ragione delle opposizioni espresse dagli enti locali, stiamo lavorando alle condizioni per un rifornimento terrestre di gas che possa risultare sostenibile economicamente".

Allo stesso tempo, ha aggiunto "stiamo predisponendo le condizioni per interventi di nuova industrializzazione delle aree libere dalla attività siderurgica, sia a Taranto sia a Genova, al fine di favorire nuovi aggiuntivi insediamenti produttivi. Su questo abbiamo già concordato con gli enti locali una serie di incontri previsti nelle prossime ore per lavorare insieme". 

PASTORINO (PD): "SECONDO IL MINISTRO URSO VA TUTTO BENE E NESSUNO HA CAPITO NULLA. CHIEDIAMO INTERVENTO DIRETTO DI MELONI"

"Usciamo allibiti e ancor più preoccupati dal question time in aula di oggi alla Camera con il ministro del made in Italy Adolfo Urso sul futuro di ex-Ilva con particolare attenzione allo stabilimento di Genova Cornigliano. Il ministro ha detto in modo chiaro e inequivocabile che nulla cambierà, che non ci sono posti di lavoro a rischio, pur citando numeri non coerenti con il totale degli occupati. Non ha inoltre risposto sulla ripresa della zincatura a Genova, mentre i suoi argomenti sono sempre gli stessi, in primis il piano di decarbonizzazione già proposto a settembre che ora slitterebbe a fine marzo. Unica novità sarebbe quella dell'apertura a individuare un soggetto pubblico - peraltro senza dire quale - che entri nella partita. Ci siamo trovati davanti a un ministro confuso che non ha percepito né la situazione né il problema sociale in corso. A questo punto chiediamo con insistenza un intervento diretto della premier Giorgia Meloni", così il deputato ligure del PD Luca Pastorino, dopo la risposta del ministro Urso al question time in cui, insieme anche ai colleghi Ghio e Pandolfo ha chiesto conto del futuro di ex -Ilva.

GHIO E PANDOLFO (PD): "DAL MINISTRO URSO NESSUNA RISPOSTA CONCRETA. SOLO NODI IRRISOLTI E POCA CHIAREZZA SUL FUTURO DELLA SIDERURGIA E DELL'EX ILVA"

"Nessuna risposta che si possa chiamare tale da parte del Minstro Urso su Ex Ilva. Il Ministro non ha sciolto nessun nodo: non ha parlato di ripresa immediata dell'attività di zincatura, non ha affrontato il tema dell'intervento dello Stato, anzi lo ha condizionato a mille opzioni. E non ha dato indicazioni sulla ripresa del piano industriale. Il vuoto assoluto. Mentre a Genova, a Novi Ligure e Racconigi e a Taranto i lavoratori continuano il loro sciopero per far valere il loro diritto al lavoro, a Roma il Governo non prospetta nessuna opzione possibile per garantire livelli occupazionali e continuità produttiva. Rimane anche oscuro il passaggio in cui il Ministro durante l'intervento al Question time alla Camera ha dichiarato che ci saranno nuove iniziative di reindustrializzazione nelle aree non piu ad uso e ha programmato incontri sul territorio sul tema. Ma cosa ha voluto dire? Che ci saranno aree sottratte a Ilva? Questo governo si decida a fare chiarezza e sopratutto a rilanciare la produzione siderurgica in Italia in modo serio e trasparente e dia risposte ai lavoratori e al territorio", così i deputati PD Valentina Ghio e Alberto Pandolfo. 

Redazione


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