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Attualità | 16 dicembre 2025, 10:48

Minori non accompagnati, il Comune potenzia accoglienza e servizi: nuovi posti SAI e Hub temporaneo per rispondere all’emergenza crescente

L'assessora al Welfare Cristina Lodi ha illustrato le strategie dell’amministrazione per gestire l’aumento dei minori soli: incremento dei posti SAI da 183 a 283, attivazione di un Hub da 20 posti, richiesta di un tavolo interistituzionale con Prefettura, Procure e Forze dell’Ordine, e la necessità di una struttura sociosanitaria, coinvolgendo Regione Liguria, per i casi più complessi

Minori non accompagnati, il Comune potenzia accoglienza e servizi: nuovi posti SAI e Hub temporaneo per rispondere all’emergenza crescente

Il tema dei minori non accompagnati torna al centro dell’attenzione del consiglio comunale, con numeri in aumento e sfide crescenti per il sistema di accoglienza cittadino. Maria Luisa Centofanti, consigliera di Riformiamo Genova, ha interrogato la Giunta chiedendo informazioni sul flusso attuale dei minori soli rispetto ai primi mesi del 2025, sulla situazione dell’accoglienza e sulle principali criticità su cui intervenire.

Nel suo intervento, Centofanti ha ricordato che, secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al 31 ottobre 2025 in Liguria risultano presenti 571 minori non accompagnati, di cui 439 nella sola provincia di Genova. Il 90% sono maschi e quasi il 70% ha un’età compresa tra i 15 e i 17 anni. “Dal 2022 il dato delle presenze è in costante crescita e in due anni i minori soli sono più che raddoppiati rispetto al triennio precedente - ha sottolineato la consigliera - Si tratta di una sfida umanitaria e gestionale che richiede un approccio strutturale, non misure emergenziali o repressive isolate”.

Cristina Lodi, assessora al Welfare, ha confermato la criticità della situazione e ha sottolineato l’importanza di basarsi su dati reali: “Vogliamo ribadire l’informazione vera, non quella diffusa secondo cui non ci sarebbe più emergenza. I minori non accompagnati sono ragazzi la cui età sta scendendo, e noi vogliamo che restino a Genova, facendo progressi di autonomia e crescere in città”.

L’assessora ha fornito un quadro dettagliato degli ingressi e delle strutture di accoglienza: al 15 dicembre risultano presi in carico 422 minori, così suddivisi: 170 in strutture SAI, 102 in setting emergenziali, 14 in altre strutture per minori, 70 in percorsi di autonomia, 52 in strutture fuori regione e 14 in strutture penali. Rispetto al 2024, il numero delle emersioni è già superiore e le uscite dai circuiti di accoglienza sono inferiori, determinando una permanenza più lunga dei ragazzi.

Un elemento chiave del percorso dell’amministrazione è l’incremento dei posti SAI dedicati ai minori soli: “Passeremo da 183 a 283 posti - ha spiegato Lodi - mantenendo al contempo i posti emergenziali per garantire continuità e sicurezza, senza ricorrere all’accoglienza in alberghi”.

Tra le novità più significative c’è il progetto di Hub di pronta accoglienza, presentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che prevede 20 posti per la gestione immediata dei nuovi arrivi: “Si tratta di un servizio temporaneo per minori in emersione sul territorio cittadino – ha precisato l’assessora -. Siamo in attesa della valutazione ministeriale”.

Lodi ha inoltre illustrato la complessità delle esigenze sociosanitarie di alcuni ragazzi, tra problemi di salute mentale, dipendenze e storie di reati. Due minori, ad esempio, non hanno potuto essere accolti nelle strutture residenziali per motivi di sicurezza e sono stati temporaneamente inseriti in strutture alberghiere monitorate da educatori, in attesa di percorsi terapeutici adeguati. “Il Comune nasce per l’accoglienza socioeducativa e non ha per sua natura professionalità per gestire dipendenze conclamate o agiti violenti - ha spiegato -. Per questo chiederemo urgentemente un tavolo interistituzionale alla Prefettura, coinvolgendo Procure e Forze dell’Ordine, per monitorare arrivi, individuare fenomeni di trafficking e identificare gli adulti che accompagnano i ragazzi”.

In parallelo, l’amministrazione ha chiesto alla Regione Liguria la creazione di una struttura sociosanitaria ad altissima intensità, con pochi posti ma personale specializzato, capace di gestire le situazioni più complesse. “Dobbiamo occuparci di questi ragazzi senza negare l’evidenza - ha ribadito l’assessora - e costruire una presa in carico integrata dal punto di vista sociosanitario e educativo”.

Centofanti ha commentato positivamente la risposta: “Mi rincuora vedere un percorso già in atto e iniziative che, coinvolgendo anche la Regione, potranno garantire tutele intense e importanti per i ragazzi. I numeri preoccupano, ma la relazione evidenzia un’eccellenza e la volontà di rafforzare il sistema di accoglienza”.

Federico Antonopulo


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