Il Tribunale di Genova ha accolto l’istanza presentata da Amt il 17 febbraio 2026, disponendo la proroga delle misure protettive e cautelari per altri 120 giorni, cioè il termine massimo previsto dalla legge. Il provvedimento resterà in vigore fino al prossimo 19 giugno e ha l’obiettivo di mettere al riparo la società dalle azioni dei creditori e dal rischio di fallimento, garantendo così la continuità di un servizio pubblico essenziale. Un’eventuale interruzione del trasporto pubblico, infatti, non solo potrebbe avere rilievi penali, ma bloccherebbe anche i flussi finanziari necessari per pagare stipendi, fornitori e portare avanti importanti infrastrutture cittadine.
La decisione del giudice si fonda sul parere favorevole dell’esperto Giovanni Mottura, che ha confermato la solidità del piano di risanamento aggiornato dall’azienda. Il piano, con una forte impronta industriale, prevede la revisione della produzione chilometrica, nuove strategie tariffarie per aumentare i ricavi e il recupero delle sotto-compensazioni maturate tra il 2022 e il 2024 nei confronti di Comune, Città Metropolitana e Regione Liguria. Tra i punti chiave figurano anche il riequilibrio economico-finanziario dei contratti di servizio e un complessivo efficientamento aziendale attraverso interventi mirati.
Il percorso di risanamento è sostenuto dai principali stakeholder: il Comune di Genova ha già confermato la volontà di supportare concretamente l’operazione, mentre la Regione Liguria sta valutando un possibile ingresso nel capitale sociale di AMT. Proseguono inoltre i confronti con le organizzazioni sindacali e con i principali creditori, tra cui Trenitalia, Solaris Italia, Hitachi e Cema, per esaminare le singole posizioni debitorie e facilitare l’attuazione delle misure previste.
Oltre al blocco delle azioni esecutive, il Tribunale ha introdotto specifiche restrizioni sulle garanzie Sace relative a finanziamenti del 2022 e del 2024. In particolare, è stato vietato a Intesa Sanpaolo e BPER Banca di escutere tali garanzie, impedendo allo stesso tempo a Sace S.p.A. di effettuare pagamenti in favore degli istituti coinvolti. I creditori non potranno inoltre risolvere unilateralmente i contratti in essere né revocare le linee di credito facendo leva esclusivamente sui debiti pregressi della società.
Infine, mentre l’udienza sull’istanza di fallimento presentata dai creditori Menarini e Riccitelli è stata rinviata al 1° luglio, il provvedimento chiarisce che i diritti di credito dei lavoratori restano pienamente tutelati e non vengono intaccati dalle misure adottate. In questo modo, AMT dispone di un margine temporale utile per approvare il bilancio 2024 e portare avanti il piano industriale finalizzato al riequilibrio della società.














