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Politica | 23 dicembre 2025, 15:45

Musei Nazionali di Genova in stato di agitazione, il personale ex AFAV denuncia condizioni insostenibili

USB Liguria: "Carenza di organico al 45%, sicurezza e qualità dei servizi a rischio. Nessuna risposta dalla Direzione: lavoratrici e lavoratori pronti alla mobilitazione"

Musei Nazionali di Genova in stato di agitazione, il personale ex AFAV denuncia condizioni insostenibili

La situazione nei Musei Nazionali di Genova è arrivata a un punto di rottura. USB Pubblico Impiego Liguria ha annunciato l’avvio dello stato di agitazione per denunciare le condizioni critiche in cui operano gli assistenti alla tutela, accoglienza e vigilanza (ex AFAV) del Ministero della Cultura, ormai allo stremo a causa di una carenza di personale definita “cronica e insostenibile”.

Secondo il sindacato, gli organici attuali coprono appena il 45% della pianta prevista, un livello che non consente più di garantire l’apertura dei musei a pieno orario senza compromettere sicurezza, qualità del servizio pubblico e tutela del patrimonio culturale. Una situazione che, oltre a mettere a rischio l’utenza, incide profondamente sulla dignità e sulla salute lavorativa del personale.

USB punta il dito contro scelte gestionali considerate “miopi”, che insistono su esternalizzazioni e sull’utilizzo improprio di volontari come sostituti del personale interno, in contrasto con la normativa che prevede un loro impiego solo come supporto. Parallelamente, agli ex AFAV verrebbe negata la possibilità di coprire turni contrattualmente previsti e più remunerativi, privandoli di opportunità economiche in un contesto in cui il potere d’acquisto continua a diminuire e i rinnovi contrattuali tardano ad arrivare.

Le criticità non sono nuove: lavoratrici e lavoratori le hanno più volte segnalate, anche attraverso una nota formale inviata alla Direzione dei Musei Nazionali di Genova il 17 novembre 2025. Nella comunicazione si chiedeva di adeguare le aperture dei musei al numero reale di unità in servizio, garantendo turni, orari e riposi conformi alle norme di sicurezza. Una richiesta rimasta senza risposta.

USB denuncia inoltre che la recente decisione della Direzione di adottare un turno unificato per tutte le sedi non affronta il problema strutturale della carenza di personale, mentre il ricorso a esternalizzazioni e volontariato rischia di alimentare precarietà e sfruttamento, indebolendo progressivamente le professionalità interne. Una contraddizione evidente, sottolinea il sindacato, soprattutto alla luce del concorso nazionale per 1800 nuove assunzioni, che conferma la necessità di personale qualificato.

Secondo USB, la governance locale sarebbe più interessata a mantenere un’immagine di apertura museale totale che a garantire qualità, sicurezza e sostenibilità del lavoro. Una strategia che, nel medio periodo, potrebbe compromettere la tenuta stessa dei Musei Nazionali di Genova.

Di fronte all’assenza di risposte concrete e al peggioramento continuo delle condizioni operative, USB Pubblico Impiego Liguria annuncia l’avvio dello stato di agitazione e si prepara a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, come previsto dal mandato assembleare.

Redazione


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