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Sanità | 07 gennaio 2026, 14:00

Pronto soccorso sovraffollati durante le feste, Nicolò: “Congestionamento inferiore rispetto agli altri anni”

"Grazie ai Flu Point e l'apertura degli studi medici di medicina generale assorbite circa tremilacinquecento visite: è un dato confortante perché significa che i cittadini stanno iniziando a capire che la risposta alle loro esigenze non è necessariamente il pronto soccorso ma gli ambulatori di bassa complessità"

Foto d'archivio - Pronto soccorso ospedale San Martino

Foto d'archivio - Pronto soccorso ospedale San Martino

Le immagini delle barelle accalcate e delle ambulanze in attesa davanti ai pronto soccorsi hanno segnato anche quest’anno il periodo delle festività. Da San Martino a Villa Scassi, fino al Galliera, dove la situazione è apparsa particolarmente critica, l’esplosione delle sindromi influenzali, unita ai giorni festivi, ha fatto salire la pressione sulle strutture ospedaliere genovesi.

A fare il punto è l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, intervenuto a margine della presentazione della Casa di comunità alla Fiumara. Secondo Nicolò, il congestionamento c’è stato, ma con numeri più contenuti rispetto al passato: “il congestionamento come ogni anno c’è stato e dai nostri dati risulta che quest’anno è stato inferiore rispetto agli altri anni, anche grazie al fatto che durante le festività abbiamo aperto i Flu point, abbiamo aperto diversi studi di medici di medicina generale che hanno assorbito circa 3.500 visite, e sono grossi numeri”.

Gli ambulatori straordinari per l’influenza, i cosiddetti 'Flu point', insieme all’apertura di studi di medicina generale, sono rimasti operativi fino a ieri, martedì 6 gennaio, con orari dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 17. Una rete pensata per intercettare i casi a bassa complessità e alleggerire l’accesso improprio ai pronto soccorsi.

Un modello che, secondo l’assessore, starebbe iniziando a funzionare: “Questo è un dato confortante perché significa che i cittadini stanno rispondendo positivamente e stanno iniziando a capire che la risposta alle loro esigenze non è necessariamente il pronto soccorso ma gli ambulatori di bassa complessità”.

Federico Antonopulo

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