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Cronaca | 08 gennaio 2026, 12:30

Rose bianche e commozione per l'ultimo saluto a Emanuele Galeppini, il sedicenne morto a Crans-Montana

Il funerale si è svolto nella parrocchia di Sant’Antonio a Boccadasse, con la presenza dei genitori, del fratellino, di amici e autorità locali e regionali. Corone, messaggi e poesie hanno reso omaggio al giovane genovese

Foto Ansa

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Si sono svolti nella parrocchia di Sant’Antonio, a Boccadasse, i funerali di Emanuele Galeppini, il sedicenne genovese, residente a Dubai, morto nella strage di Capodanno a Crans-Montana. Il funerale, celebrato in forma privata su disposizione dei genitori, ha visto la partecipazione dei familiari, degli amici e rappresentanti delle istituzioni.

In chiesa erano presenti i genitori di Emanuele, Edoardo e Beatrice, il fratellino, i familiari e gli amici più stretti. Tra le autorità hanno partecipato il presidente della Regione Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis, i parlamentari Alberto Pandolfo e Ilaria Cavo, l’assessora al Commercio Tiziana Beghin, il presidente del consiglio comunale Claudio Villa, il capogruppo del Pd in Regione Armando Sanna e la prefetta Cinzia Torraco.

All’interno della chiesa una corona dai colori rosso, giallo e arancione degli amici dello Sci Club di Crans-Montana, centinaia di fiori bianchi a ricoprire l’altare, un cuore di rose bianche donato dagli amici di sempre e un cuscino floreale degli amici del Golf Tennis Rapallo, che Emanuele aveva frequentato quando viveva a Genova.

"La morte di Emanuele e di tanti giovani ci lascia storditi, frastornati – dice monsignor Tasca dal pulpito, con la voce rotta - increduli. Il primo pensiero è per Emanuele, penso all’interruzione dei sogni della sua vita, di ciò che amava di più, dei suoi progetti. Penso ai suoi genitori Beatrice ed Edoardo, al fratellino, ai parenti e agli amici. A tutti noi, che siamo partecipi di questo stordimento. Questa morte colpisce tutti, ci spinge a riflettere e cercare senso nella perdita". L’arcivescovo ha riflettuto sul significato profondo della fede "non argomento consolatorio in mezzo alle tragedia della vita, ma è una certezza". Poi, invoca la giustizia, in nome della conoscenza: “Con fiducia – prosegue Tasca – chiediamo che la giustizia faccia il suo corso, che la verità emerga e venga fatta luce su eventi così tanto, tanto dolorosi. Abbiamo appena chiuso, per noi credenti, il Giubileo della speranza. La speranza, per noi cristiani, non è soltanto ottimismo, ma è la certezza che il Signore ci accompagna in questa nostra vita".

L’ultimo spazio della commossa e partecipata celebrazione funebre è stato riservato ai messaggi dei parenti, le zie e gli zii, lo stesso fratellino che ha ricordato Emanuele come suo punto di riferimento.

Al termine della cerimonia, il feretro è stato trasferito dagli uomini di A.Se.F. del Comune di Genova, a cui è stato affidato il servizio funebre, al cimitero di Staglieno dove resterà in attesa di ulteriori indicazioni di dei famigliari.

Redazione

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