Il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno straordinario che impegna sindaca e giunta a una presa di posizione netta sul piano della legalità, della lotta al terrorismo e della tutela dell’impegno solidale della città.
Nel documento, viene ribadito innanzitutto la ferma condanna di ogni forma di sostegno, diretto o indiretto, a organizzazioni terroristiche internazionali, Hamas compresa. Allo stesso tempo viene riaffermato il pieno rispetto dei principi di legalità, della presunzione di innocenza e della separazione dei poteri, riconoscendo esclusivamente alla magistratura il compito di accertare eventuali responsabilità penali.
L’ordine del giorno impegna inoltre il Comune a tutelare l’immagine esterna di Genova, affinché non venga associata a soggetti o organizzazioni che operano a sostegno del terrorismo internazionale, e a difendere l’impegno umanitario, civile e solidale che da anni caratterizza la città, evitando generalizzazioni, stigmatizzazioni o assimilazioni improprie.
Nel testo viene anche espressa gratitudine nei confronti della magistratura e degli organi inquirenti per il complesso lavoro di indagine svolto a tutela della legalità e dell’intera cittadinanza. Parallelamente, l’amministrazione si impegna a ribadire in modo concreto il ruolo di Genova come garante di legalità e trasparenza, promuovendo una cultura della correttezza e della responsabilità nelle iniziative solidali e pubbliche.
Infine, il Consiglio comunale richiama la necessità di sensibilizzare in particolare sull’utilizzo dei canali governativi e diplomatici come strumenti privilegiati per la risoluzione pacifica dei conflitti in corso.
“Credo che oggi sia necessario mettere un punto fermo, e soprattutto metterlo sulla becera campagna che da destra è stata costruita contro uno dei più grandi movimenti di solidarietà popolare che questa città, e l’Italia, abbiano visto negli ultimi anni” ha dichiarato la sindaca Silvia Salis nel suo intervento, anche per rispondere alle polemiche sollevate in merito ad alcune foto pubblicate da quotidiani online. “Il testo che viene proposto è all’altezza di Genova, ma sento il dovere di fare una premessa necessaria: quando è in corso un’indagine, è giusto fare un passo di lato e lasciare che il lavoro venga svolto da chi ne ha competenza. Detto questo, dopo aver ascoltato molti interventi, mi chiedo: che cosa, della mia storia personale e politica, vi fa pensare che io possa avere anche solo una difficoltà nel condannare Hamas? Quali elementi della mia vita vi portano a ritenere che io non sia in grado di condannare il terrorismo, in generale e Hamas in particolare? Stiamo scherzando. Si è parlato di un mio presunto silenzio. Non è vero. Ho parlato subito. E voglio sgombrare il campo in modo definitivo, perché su questo punto è necessario essere chiarissimi. Se dal processo dovesse emergere che terroristi di Hamas sono stati consapevolmente finanziati attraverso una distorsione degli aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese, siamo pronti a valutare anche l’eventuale costituzione di parte civile, a tutela di tutte le cittadine e i cittadini genovesi. Questo deve essere chiarissimo. Le indagini e i giudizi non spettano alla politica, ma alla magistratura”.
“C’è poi un’altra questione che voglio puntualizzare - continua -. Ho letto che ci veniva chiesto cosa facciamo per tutelare la città di Genova. Bene, vi dico cosa ho fatto. Ho querelato Il Tempo e altre testate online di destra che hanno diffuso un fotomontaggio nel quale io, insieme a numerosi sindaci delle principali città italiane, venivo falsamente rappresentata come presente ad ascoltare un intervento che non abbiamo mai seguito. Quel fotomontaggio è stato smentito con prove video e audio che dimostrano chiaramente che ce ne siamo andati 23 minuti prima. Eravamo presenti esclusivamente per portare un saluto e un segno di solidarietà a Stefano Rebora e a Music for Peace. Questo è il metodo della destra, un metodo che conosco bene, perché l’ho già sperimentato in campagna elettorale e che continuiamo a vedere anche qui. Si fa partire una notizia falsa, si costruisce un fotomontaggio, e poi entra in azione la batteria di deputati e senatori di Fratelli d’Italia e della Lega che rilanciano quel contenuto, facendo credere all’opinione pubblica qualcosa che non è mai accaduto. A quel punto la fake news è partita, il danno è fatto. Questo è il sistema della disinformazione. Ho sporto querela il 12 gennaio, che si aggiunge alle altre già presentate, perché non è la prima volta che certi giornali inventano fatti che non esistono”.
“Se al termine del processo le accuse dovessero essere confermate, il danno enorme sarebbe stato fatto innanzitutto alla popolazione palestinese e poi a tutte le cittadine e i cittadini che hanno donato tempo, energie e risorse per sostenere questa causa e associazioni come Music for Peace. Associazioni alle quali, lo ricordo, anche il governo italiano ha riconosciuto chiari meriti. Proprio oggi, infatti, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto che il ministero, l’ambasciata di Tel Aviv e il consolato di Gerusalemme continuano ad assicurare il massimo sostegno a Music for Peace e a ‘continuare a sostenere la vostra iniziativa e ogni altra forma di assistenza alla popolazione di Gaza’. Per questo voglio essere altrettanto chiara: così come non ho alcuna difficoltà a prendere le distanze, e a provare repulsione, verso Hamas e verso ogni forma di terrorismo, allo stesso modo non permetterò alcuna gretta strumentalizzazione politica di un movimento che mi rende profondamente orgogliosa di essere sindaca di Genova. Difenderò con determinazione me stessa, questa amministrazione, questa città e anche gli altri sindaci che erano presenti, semplicemente per partecipare a un momento di solidarietà, e che si sono ritrovati coinvolti in un fotomontaggio volgare usato per screditare un movimento che evidentemente fa paura”.














