Dopo la seduta del consiglio comunale di ieri, martedì 27 gennaio, culminata con l’uscita dall’aula della maggioranza e della Giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis, tornano ad accendersi le polemiche. Al centro, le parole pronunciate da una consigliera di maggioranza che, durante il dibattito, avrebbe gridato per tre volte “assassini” riferendosi allo Stato e al governo di Israele, proprio nel Giorno della Memoria, un episodio che ha innescato la dura reazione delle opposizioni e, in particolare, di Fratelli d’Italia. A intervenire è Alessandra Bianchi, capogruppo FdI in Consiglio comunale, che in una nota attacca direttamente la sindaca Salis e la gestione dell’aula.
"Anziché dire che ha lasciato il centrodestra nella sua ignoranza - afferma Bianchi - il sindaco Salis dovrebbe ammettere che ha abbandonato l’aula per fuggire alle proprie responsabilità". Secondo la capogruppo di FdI, l’uscita della maggioranza non sarebbe stata un gesto politico casuale, ma una scelta precisa per evitare di affrontare quanto accaduto pochi minuti prima: "La verità è che ha ordinato a tutta la maggioranza di lasciare la Sala Rossa soltanto per non dover rispondere delle gravi affermazioni pronunciate dalla consigliera della sua lista".
Bianchi sottolinea inoltre la gravità del contesto in cui le parole sarebbero state pronunciate: "Non dimentichiamolo, nel giorno della Memoria", rimarcando come l’episodio assuma un peso ancora maggiore alla luce della ricorrenza. A questo si aggiunge la critica al silenzio mediatico: "Rimango allibita dal fatto che quasi nessun giornale oggi abbia minimamente riportato i gravi insulti di una consigliera nei confronti di uno Stato sovrano".
Nel mirino anche l’atteggiamento tenuto dalla sindaca durante la seduta: "Se durante il Consiglio Salis ha preferito soprassedere, facendo spallucce e invitando a proseguire i lavori, il suo silenzio oggi è ancora più grave". Da qui la richiesta politica formale: "Vorrei sapere dal sindaco se si dissocia o meno da queste gravi affermazioni e, quindi, quali provvedimenti prenderà nei confronti della sua consigliera".
Anche i consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua hanno condiviso una nota su quanto accaduto ieri in Consiglio comunale, definendolo "indegno di un’istituzione democratica". "Nel Giorno della Memoria, una consigliera della lista civica del sindaco Salis si è permessa di dire che Israele, testuali parole, 'è uno Stato governato da assassini'. Un’espressione raccapricciante, gravissima e inaccettabile, che offende la storia, la memoria delle vittime della Shoah e il ruolo stesso delle istituzioni.
Ancora più grave è stato l’atteggiamento del sindaco Salis che, invece di intervenire con fermezza e richiamare la propria consigliera, si è limitato a un superficiale 'andiamo avanti, andiamo avanti, minimizzando un episodio gravissimo e arrivando, addirittura, con uno stucchevole pretesto, ad imporre alla giunta e alla maggioranza di sinistra di abbandonare l’aula. Un comportamento che lascia sconcertati e che pesa come un macigno sul piano politico.
Lo abbiamo chiesto ieri in aula e lo ribadiamo oggi con forza: chiediamo al sindaco Salis di dissociarsi e prendere le distanze da quanto accaduto, condannando pubblicamente e senza ambiguità le parole pronunciate dalla consigliera eletta nella principale lista civica che porta il suo cognome. Ogni ulteriore esitazione sarebbe una grave responsabilità politica. Sempre, ma soprattutto in una giornata come ieri, non possono e non devono esserci ambiguità né silenzi: serve una condanna netta. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di usare rispetto e responsabilità. Genova merita istituzioni che siano presidio di rispetto, memoria e responsabilità, non un’amministrazione che chiude gli occhi davanti a parole vergognose e scappa dalle sue responsabilità".













