Servono indagini epidemiologiche specifiche per i residenti di Sampierdarena e San Teodoro per incrociare finalmente i dati sanitari con quelli dell’inquinamento atmosferico. È questo il principale risultato emerso mercoledì 10 marzo durante la Commissione III del Municipio II Centro Ovest, riunitasi al Centro Civico Buranello per fare il punto sulle emissioni navali e la salute pubblica. Un confronto che però è stato segnato da assenze pesanti: Regione Liguria, ASL 3, ARPAL e l’Ordine dei Medici non si sono presentati, privando il dibattito di interlocutori tecnici fondamentali per valutare l’impatto delle attività portuali sulla salute dei cittadini.
Nonostante l’istituzione del nuovo dipartimento regionale ESDA (Epidemiologia, Salute pubblica e Analisi dei dati sanitari), il mancato intervento della Regione ha impedito di approfondire come questo nuovo ente potrà operare sul territorio. Il presidente della Commissione Mariano Passeri e la vicepresidente Martina Cardamone hanno ribadito, insieme ai comitati civici, l’urgenza di superare la semplice rilevazione ambientale per passare a uno studio approfondito degli effetti delle polveri sottili sulla popolazione locale.
Passeri ha comunque espresso una valutazione complessivamente positiva sull’incontro, pur sottolineando alcune criticità. "Come presidente mi ritengo soddisfatto, a parte appunto la mancanza della Regione. Voglio però riconoscere il contributo importante, anche dal punto di vista umano, di Francesco Cozzi e delle realtà civiche che hanno partecipato al confronto. È fondamentale che si mantenga questo dialogo aperto tra istituzioni, comitati e tutti i soggetti coinvolti".
Al centro del dibattito è rimasto il tema dell’elettrificazione delle banchine, il cosiddetto cold ironing. L’Autorità di Sistema Portuale ha illustrato l’avanzamento dei lavori, con l’obiettivo di consentire alle navi di spegnere i motori ausiliari durante la sosta in porto, riducendo così le emissioni di ossidi di azoto e particolato. «Ci è stato spiegato che si punta al 2027 per avere le banchine elettrificate – ha aggiunto Passeri – e questo non è un orizzonte lontano. Proprio per questo bisogna lavorare anche sull’ammodernamento delle navi: non possiamo arrivare a quel momento e trovarci con mezzi che non riescono ad attaccarsi alla rete o che non vogliono farlo perché i costi sono troppo elevati».
Secondo il presidente della Commissione, la priorità resta la tutela della salute dei cittadini. "La pretesa della cittadinanza e la missione di questa commissione, che continuerà a seguire passo passo il lavoro, è che non si metta a rischio la salute per motivi di profitto. Quando le banchine saranno finalmente operative non dovranno esserci scuse: le navi dovranno essere in grado di utilizzare quel sistema".
La Capitaneria di Porto ha inoltre confermato l’intensificarsi dei controlli sulle unità navali per garantire il rispetto dei limiti di legge. Il vicesindaco Alessandro Terrile ha dichiarato che la riduzione delle emissioni è una "priorità per l’amministrazione", sottolineando il valore del dialogo con le realtà associative come la Rete dei Comitati di San Teodoro e l’associazione Rigenerazione Centro Ovest. L’assessora Silvia Pericu ha invece puntato i riflettori sull’Osservatorio ambientale e sanitario, definendolo lo strumento chiave per costruire un quadro conoscitivo preciso e trasparente per la cittadinanza.
Passeri ha poi richiamato l’attenzione anche sulle criticità legate alla gestione dei flussi portuali nei periodi di maggiore traffico. "Dobbiamo guardare anche al futuro prossimo, cioè all’estate – ha spiegato – perché non si ripetano situazioni come quelle dello scorso anno, quando una cattiva gestione degli orari di partenze e arrivi ha creato congestioni difficilmente gestibili per chi vive in città. Il porto è fondamentale per Genova, ma anche i cittadini devono poter vivere il loro territorio senza diventarne in qualche modo ostaggio".
Nonostante il rammarico per le assenze istituzionali, il Municipio II Centro Ovest ha confermato che non abbasserà la guardia. L’obiettivo resta quello di proseguire nel lavoro di approfondimento e di arrivare a un confronto più completo nei prossimi incontri, auspicando la partecipazione di tutti gli enti tecnici chiamati a contribuire alla tutela della salute pubblica e della qualità della vita nei quartieri che convivono quotidianamente con la realtà portuale.














