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Attualità | 29 gennaio 2026, 21:39

Rigenerazione di via Ardoino, fissate le tappe: conferenza dei servizi a marzo, lavori dal 2027

Concluso il percorso partecipativo per riqualificare l'area interessata dalla riattivazione della linea ferroviaria del Campasso. Cittadini e associazioni hanno contribuito alla progettazione del parco lineare da 295 metri

La rigenerazione dell’area di via Ardoino, a Sampierdarena, entra nella fase decisiva: entro il mese di marzo sarà attivata la Conferenza dei Servizi, entro la fine di giugno verrà chiusa l’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE), e tra la fine del 2026 e l’inizio 2027 verrà avviata la gara d’appalto. Se il cronoprogramma sarà rispettato, i lavori partiranno all’inizio del 2027. Questi i dati emersi durante l’ultimo incontro al Matitone  per il percorso partecipativo per la riqualificazione dell’area interessata dalla riattivazione della linea ferroviaria del Campasso, che ha visto protagonisti i residenti della zona e diverse associazioni per dare il proprio contributo per migliorare l’attuale scenario progettuale.

La proposta prevede la realizzazione di un parco lineare lungo 295 metri, articolato in due tratti separati da una piazza aperta, pensata come spazio di connessione e integrata con la viabilità esistente. Il parco, così come concepito dai progettisti, si sviluppa come una sequenza di “stanze verdi”, caratterizzate dalla presenza di numerose essenze arboree e arbustive.

All’estremità di ponente è prevista la riattivazione del campo sportivo esistente, che diventa il fulcro di un sistema più ampio di nuovi spazi dedicati all’attività motoria e al fitness. L’intervento è progettato in stretta sinergia con i futuri spazi per attività pubbliche e collettive, destinati a trovare collocazione negli edifici circostanti. In quest’ottica, i progettisti hanno già valutato le possibili funzioni degli immobili che saranno acquisiti al termine della procedura espropriativa, verificandone la compatibilità con il contesto urbano. Tra le destinazioni ipotizzate figurano spazi per la cultura e il lavoro, come aree di co-working, strutture dedicate allo sport e al benessere come palestre e ambienti per l’attività motoria o riabilitativa, oltre a luoghi pensati per la vita e le attività della comunità.

Le risorse per il parco sono interamente a carico di RFI: parliamo di 15 milioni di euro per la rigenerazione del parco, a cui si aggiungono 17 milioni per la galleria, che però è un intervento distinto. I fondi per il parco derivano dall’addendum, rientrano nei 199 milioni diventati poi 187, dai quali vengono scalati questi 15 milioni. Sono risorse già inserite nel piano triennale delle opere pubbliche e quindi già allocate” spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante. “Ho voluto che questo percorso arrivasse fino alla definizione del progetto esecutivo, perché è l’unico modo per far sì che i cittadini sentano quell’opera come propria, come qualcosa che hanno voluto e costruito in quella forma. L’obiettivo non è soltanto realizzare un’opera pubblica, ma fare in modo che i cittadini se ne riapproprino. Se non nasce questo senso di appartenenza e se non si attiva anche una forma di gestione e cura da parte della comunità, il rischio è che l’area, una volta realizzata, si degradi rapidamente”.

Le proposte avanzate dai cittadini durante il percorso partecipativo, che ha visto il coinvolgimento di 120 partecipanti e la raccolta di circa 150 feedback, delineano una visione precisa per la rigenerazione dell'area. Una delle priorità principali riguarda la sicurezza e la vivibilità del parco, per le quali è stata richiesta un'illuminazione serale potenziata che scoraggi attività illecite, oltre alla chiusura notturna dell'area e a un controllo rigoroso degli accessi, specialmente quelli situati vicino alle abitazioni. Tale esigenza si intreccia con il tema della manutenzione, dove i residenti hanno sollecitato la garanzia di cure costanti per il verde, suggerendo l'uso di piante che richiedano pochi interventi e proponendo modelli di co-gestione tramite patti di collaborazione con soggetti locali.

Per quanto riguarda la viabilità e le infrastrutture, la comunità ha espresso la necessità che il numero di parcheggi rimanga almeno invariato rispetto allo stato attuale, con una specifica richiesta di aumentare gli stalli privati vicini agli immobili coinvolti e di identificare chiaramente i posti per persone con disabilità, chiedendo inoltre maggiore chiarezza sulle trasformazioni stradali in Via Ardoino. 

Sul piano della progettazione degli spazi ludici e sportivi, i cittadini hanno proposto di arricchire l'area con campi multisport, una pista pump track per bambini, aree fitness e spazi dedicati sia agli anziani che agli animali domestici, sottolineando anche l'importanza di migliorare l'accessibilità della scala di via dei Landi.

Insieme al Municipio Valpolcevera avevamo proposto soluzioni alternative al passaggio dei treni su questa linea, che continuiamo a considerare penalizzante per il territorio - osserva il presidente del Municipio Centro Ovest Michele Colnaghi -. Una volta preso atto della scelta definitiva, abbiamo però lavorato per ridurre il più possibile l’impatto dell’infrastruttura, ribadendo al tempo stesso la richiesta che su questo tracciato non transitino merci pericolose. In questo quadro, la realizzazione della galleria e, soprattutto, del parco soprastante rappresenta, a nostro avviso, la soluzione migliore possibile, una volta accettato il progetto nel suo impianto complessivo. A questo si è affiancato un percorso di urbanistica partecipata articolato in quattro giornate di incontri, oltre al lavoro svolto nelle commissioni e nelle altre sedi istituzionali. La partecipazione dei cittadini è stata ampia e attiva, con numerose proposte e osservazioni che i progettisti hanno recepito”.

Infine, un'attenzione particolare è stata rivolta agli aspetti residenziali e agli espropri, con richieste di indennizzi equi e trasparenza informativa; in questo ambito, i residenti hanno proposto di valutare l'estensione degli espropri agli interi primi tre piani di via Cristofoli 9 per mitigare i problemi di vivibilità e rumore derivanti dalla convivenza tra funzioni private e nuovi usi pubblici. “L’orientamento è espropriare tutto ciò che ricade sotto il rilevato della galleria: tracciata una linea, tutto ciò che sta al di sotto viene acquisito, perché soggiace direttamente alla galleria stessa e sarà demolito” spiega Ferrante. Tuttavia, “C’è poi la volontà di valutare, insieme agli uffici competenti, se esistano margini per estendere gli espropri anche ad alcune situazioni limite, come gli edifici in cui oggi risulterebbe espropriata solo una parte del piano. L’obiettivo è evitare situazioni paradossali, con palazzi espropriati a metà o appartamenti colpiti in modo disomogeneo solo in base alla loro metratura o alla distribuzione interna. Naturalmente il Comune non è il soggetto che decide in autonomia su queste estensioni: la richiesta verrà avanzata e poi saranno gli uffici a verificare se ci sono le condizioni tecniche e amministrative per procedere”. 

La preoccupazione di alcuni residenti è che la nuova linea ferroviaria porti a una svalutazione degli immobili: paradossalmente, quindi, le difficoltà nascono dal fatto che molti vorrebbero essere espropriati. È chiaro che non sono previsti indennizzi per chi non è direttamente coinvolto dagli espropri, anche perché non tutti gli edifici possono essere acquisiti: sarebbe una spesa insostenibile per il Comune e, soprattutto, priva di una reale giustificazione tecnica. Gli espropri sono stati infatti definiti sulla base di un’analisi puntuale dell’impatto. Resta comunque aperta la possibilità di ulteriori valutazioni nei casi più delicati, come quelli in cui, sullo stesso piano, convivono appartamenti espropriati e altri no: su queste situazioni è possibile avviare ulteriori ragionamenti” conclude Colnaghi.

Chiara Orsetti


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