/ Politica

Politica | 25 febbraio 2026, 12:46

Viabilità in Val Bisagno, Martini (Dsp): "Serve un progetto tecnicamente solido, finanziariamente blindato e strutturalmente adeguato"

"Diversamente, il rischio non è solo perdere 400 milioni: è perdere un’altra generazione di tempo”

Viabilità in Val Bisagno, Martini (Dsp): "Serve un progetto tecnicamente solido, finanziariamente blindato e strutturalmente adeguato"

"A Genova, la mobilità della Val Bisagno è tornata al centro del dibattito pubblico dopo la decisione del sindaco Silvia Salis di interrompere il progetto dello Skymetro, nonostante la disponibilità di circa 400 milioni di euro già stanziati per l’avvio dell’opera. Una scelta che solleva interrogativi non soltanto politici, ma tecnici, finanziari e infrastrutturali". Così in una nota Erica Martini, componente del senato di DSP e vicecoordinatore regionale in questi giorni impegnata nelle aperture di nuove sezioni territoriali liguri

E ancora: "Il primo nodo riguarda la perdita o comunque la rimessa in discussione di finanziamenti già allocati, peraltro in una fase storica in cui le risorse pubbliche per grandi opere infrastrutturali sono sempre più competitive e vincolate, rinunciare a un finanziamento strutturato significa assumersi una responsabilità rilevante in quanto non è affatto scontato che tali fondi possano essere riallocati con la medesima entità o tempistica. La scelta dell’amministrazione è stata quella di commissionare, per 104.000 euro, uno studio al Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano per valutare la realizzazione di una cabinovia urbana lungo un tracciato in larga parte sovrapponibile allo Skymetro. Qui emergono diverse criticità: capacità di trasporto: una cabinovia urbana, per essere competitiva rispetto a un sistema metro automatico sopraelevato, deve garantire un flusso orario elevato (diverse migliaia di passeggeri/ora per direzione). Se la portata è bassa, il sistema diventa costoso per passeggero trasportato, incapace di assorbire i picchi di traffico pendolare, marginale rispetto alla domanda reale della valle. Costi infrastrutturali enormi: una cabinovia richiede una serie di piloni strutturali con fondazioni profonde. Il problema geottrasportato, incapaceagno è noto: gran parte del sedime è costituito da terreno alluvionale di riporto. Ciò implica opere di fondazione complesse, costi elevati per consolidamento, verifiche idrauliche stringenti. Il tema è cruciale: se i piloni devono essere collocati in alveo, a bordo torrente o su fondo stradale, ciascuna opzione comporta criticità strutturali e ambientali non trascurabili. Se la cabinovia riproduce un sistema sopraelevato con piloni e tracciato analogo allo Skymetro, ma con minore capacità e maggiore frammentazione del servizio, si rischia di ottenere un’infrastruttura meno performante con analoghe complessità costruttive". 

Lo Skymetro nasce "come sistema a guida vincolata con elevata capacità e frequenza, concepito per rispondere strutturalmente alla domanda pendolare della valle. La sua logica è quella di un asse portante del trasporto pubblico. La cabinovia, invece, in ambito urbano, è generalmente utilizzata: per superare dislivelli marcati, per collegare aree periferiche a nodi intermodali, in contesti dove la domanda è medio-bassa ma continua. La Val Bisagno non presenta un dislivello tale da rendere la cabinovia una soluzione “naturale”: la criticità principale è la saturazione viaria longitudinale, non il superamento di barriere altimetriche". 

Esiste inoltre "un precedente progettuale, risalente a circa 15 anni fa, che prevedeva l’allargamento della viabilità lungo il Bisagno, con interventi: meno invasivi, di costo inferiore, già valutati positivamente sotto il profilo tecnico-geologico e idraulico. Un intervento di ampliamento stradale, se ben integrato con corsie riservate e priorità semaforica per il trasporto pubblico, potrebbe incrementare la capacità veicolare, migliorare la regolarità dei bus, ridurre l’impatto visivo rispetto a strutture sopraelevate, mantenendo una maggiore flessibilità infrastrutturale”, prosegue Martini. 

"È lecito chiedersi perché questa opzione non sia stata riattualizzata in modo sistematico nel dibattito pubblico. Quando un’amministrazione rinuncia a 400 milioni già disponibili per sostituirli con uno studio preliminare da 104.000 euro su un’opera alternativa ancora indefinita nei costi complessivi, nelle tempistiche e nella capacità effettiva – continua la Martini - il sospetto di scelte ideologiche o di interessi non dichiarati rischia di emergere nel pensiero e nel dibattito pubblico. La vera domanda non è se Skymetro o cabinovia siano “più moderni”. In una valle che soffre da decenni di congestione cronica, la mobilità non può diventare terreno di sperimentazione teorica. “Serve un progetto tecnicamente solido, finanziariamente blindato e strutturalmente adeguato alla domanda reale.Diversamente, il rischio non è solo perdere 400 milioni: è perdere un’altra generazione di tempo”, conclude Erica Martini.

Redazione


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium