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Cronaca | 02 marzo 2026, 12:17

Accuse di violenza sessuale durante una visita cardiologica, archiviata l’inchiesta su medico e infermiera

Il gip chiude il fascicolo dopo la denuncia di una paziente: il racconto è stato definito “eccentrico e non credibile”. Respinta l’opposizione alla richiesta di archiviazione

Accuse di violenza sessuale durante una visita cardiologica, archiviata l’inchiesta su medico e infermiera

È stata archiviata l’inchiesta che vedeva indagati un cardiologo genovese e la moglie, infermiera professionale, accusati di violenza sessuale di gruppo da una paziente. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la chiusura definitiva del procedimento, accogliendo la richiesta della procura e respingendo l’opposizione presentata dalla parte offesa.

I fatti contestati risalivano al settembre 2024 e si sarebbero svolti nello studio privato del medico, dove la moglie collaborava durante le visite specialistiche, in particolare con pazienti di sesso femminile. Dopo la denuncia, la procura aveva aperto un’indagine, salvo poi chiedere nei mesi successivi l’archiviazione del fascicolo.

Nel provvedimento, il gip ha definito il racconto della paziente “eccentrico e non credibile”, ritenendolo “scarso di quella attendibilità oggettiva necessaria per fondare un giudizio di colpevolezza in sede dibattimentale”.

Secondo quanto denunciato dalla donna, durante una visita cardiologica l’infermiera le avrebbe strappato il reggiseno per eseguire un ecocardiogramma, palpeggiandole a lungo il seno davanti al marito medico, che avrebbe partecipato con commenti e apprezzamenti fisici. La presunta violenza sarebbe durata circa cinquanta minuti, mentre il marito della paziente si trovava nella stanza accanto.

L’avvocato della donna si era opposto alla richiesta di archiviazione sostenendo che non vi fosse necessità medica di spogliarla e che, in una successiva visita di controllo, l’esame fosse stato effettuato senza rimuovere il reggiseno e senza manipolazioni del seno.

Il giudice ha però evidenziato come, anche ipotizzando un iniziale stato di shock, la paziente avrebbe potuto opporsi, allontanarsi o richiamare il marito presente in sala d’attesa. Inoltre, nella querela non emergerebbero elementi di costrizione fisica tali da impedirle di interrompere la visita. Con l’archiviazione disposta dal gip, il procedimento si chiude definitivamente.

Redazione

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