Un volo di oltre dieci metri, il cedimento di un grigliato e l’ennesima tragedia sul lavoro. È morto così, questa mattina, un operaio di 36 anni nello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. L'uomo, non un dipendente diretto dell'azienda ma di una ditta appaltante, stava effettuando un intervento di pulizia su un nastro trasportatore quando, secondo le prime informazioni, la struttura su cui si trovava ha ceduto facendolo precipitare nel vuoto.
Trasportato in condizioni disperate all’ospedale “Santissima Annunziata”, non ce l’ha fatta. E così, la notizia ha immediatamente scosso tutti i siti del gruppo, compreso quello di Cornigliano.
“Dopo aver appreso dell'infortunio mortale avvenuto stamattina nello stabilimento di Taranto, la RSU di Acciaierie d'Italia e Ilva in AS Genova dichiarano 24 ore di sciopero nella giornata di domani 3 marzo 2026 su tutti i turni di lavoro”, si legge nella nota diffusa dai rappresentanti sindacali genovesi.
Sulla questione è intervenuto, raggiunto telefonicamente da La Voce di Genova, Nicola Appice, coordinatore RSU Fim Cisl Liguria per l’ex Ilva di Cornigliano: “Non ci saranno cortei o manifestazioni. Lo scorso 12 gennaio, con la stessa dinamica dell’altro incidente in cui è morto un operaio, è ceduta una passerella ed è precipitato da dieci metri un ragazzo di 26 anni. In quel caso era un lavoratore di una ditta in appalto, questa volta invece si tratta di un lavoratore diretto. Però siamo alle solite: tutte le denunce sulle manutenzioni dei siti, sulle carenze e sull’aumento della cassa integrazione per i manutentori sono segnali che ci preoccupano, perché il rischio è che la scarsa manutenzione si ripercuota sulla sicurezza”.
Il riferimento è a un’altra tragedia avvenuta pochi mesi fa sempre a Taranto: un operaio, diretto dell'azienda, di 47 anni, originario di Alberobello, precipitato per diversi metri dopo il cedimento di una griglia metallica all’interno dell’Acciaieria 2.
Anche le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutto il gruppo. “Profondo cordoglio per la tragica perdita in un grave infortunio mortale sul lavoro - scrivono in un comunicato -. La perdita di vite umane sul fronte occupazionale rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni”.
I sindacati parlano apertamente di “gestione inefficace che non garantisce la sicurezza” e chiedono il superamento della fase commissariale con un assetto proprietario in cui lo Stato detenga la maggioranza e la gestione. “Gli infortuni mortali si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta”.
Dura anche la presa di posizione di USB Industria, che anticipa lo sciopero già a partire da oggi alle ore 15.00 fino a domani alle 7.00: “Quello che è accaduto oggi, a distanza di solo un mese e mezzo dall’ultimo incidente mortale nello stabilimento siderurgico tarantino, peraltro con evidenti elementi comuni, mostra la fatiscenza degli impianti sui quali non si interviene in maniera efficace da tempo ormai. Una situazione di estrema precarietà e quindi di insicurezza che espone quotidianamente a rischio la vita dei lavoratori che ancora si avvicendano nella fabbrica. Questa volta a perdere la vita è stato Loris Costantino, giovane operaio dell’appalto, anello debole della catena. Per il protrarsi della gravità della situazione è indetto uno sciopero già a partire dalle 15.00 di oggi fino alle 7.00 di domani in tutti i siti del gruppo Adi, Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi. Più che mai opportuna la convocazione dell’incontro a Palazzo Chigi per giovedì prossimo”.














