Luci spente e voci alzate, ma non sul palcoscenico. Domani, mercoledì 11 marzo, il personale del Teatro Carlo Felice incrocerà le braccia nell'ambito della mobilitazione nazionale che coinvolge tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane.
L’appuntamento per il presidio di protesta è fissato alle ore 10 sotto la Prefettura, dove le sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials manifesteranno per accendere i riflettori su una crisi contrattuale che dura da troppo tempo.
Al centro della vertenza c'è il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il triennio 22/24, ma la piattaforma rivendicativa tocca tasti dolenti per il futuro della cultura: i lavoratori chiedono un coinvolgimento attivo nella riforma del Codice dello Spettacolo, misure concrete contro la precarietà strutturale del settore e, soprattutto, lo sblocco del turnover per garantire il ricambio generazionale all'interno delle maestranze e delle orchestre.
Una battaglia che da Genova si unisce al coro nazionale per chiedere dignità professionale e certezze per uno dei settori d'eccellenza del Made in Italy.














