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Politica | 23 marzo 2026, 16:58

Referendum, il no in netto vantaggio e scattano le reazioni politiche: “Italiani si sono espressi”, “Sconfitta del governo”

Scrutinio ancora in corso: su oltre 52mila sezioni il no al 53,95% contro il 46,05% del sì. Meloni: “Rispettiamo il voto: andremo avanti”. Le opposizioni esultano e attaccano

Referendum, il no in netto vantaggio e scattano le reazioni politiche: “Italiani si sono espressi”, “Sconfitta del governo”

Il referendum sulla riforma della giustizia entra nella fase decisiva dello scrutinio e, con il passare delle ore, prende forma un quadro politico sempre più definito: il “no” è in netto vantaggio, mentre dal fronte politico arrivano già le prime reazioni.

Secondo i dati aggiornati, su 52.619 sezioni scrutinate su 61.533, il “no” si attesta al 53,95% con 12.302.225 voti, mentre il “sì” si ferma al 46,05% con 10.500.709 preferenze. Un margine significativo, anche se lo spoglio è ancora in corso.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni affida ai social la sua posizione: "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso: portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale". Poi aggiunge: "Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno". E conclude: "Andremo avanti con responsabilità e rispetto verso il popolo italiano".

Di tutt’altro tenore le reazioni delle opposizioni. Esulta il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che sui social scrive: "Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!", parlando di una "importante vittoria per il campo progressista".

Ancora più diretto Matteo Renzi, che parla di "un fatto politico enorme": "Il messaggio è forte e chiaro: una sconfitta sonora del governo e del modo arrogante con cui è stata fatta questa riforma". E aggiunge: "Quando un leader perde il tocco magico non può far finta di nulla".

Sulla stessa linea anche Andrea Orlando, che definisce l’esito "una vittoria della Costituzione e del popolo italiano", mentre Angelo Bonelli sottolinea "un segnale politico rilevante" e una "sconfitta per Giorgia Meloni", aggiungendo che "le sue riforme cadono in una giornata straordinaria per la democrazia".

Il dato politico accompagna dunque quello numerico: mentre lo scrutinio prosegue, il referendum si conferma già un passaggio centrale nel confronto tra governo e opposizioni.

F.A


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