Il referendum sulla riforma della giustizia entra nella fase decisiva dello scrutinio e, con il passare delle ore, prende forma un quadro politico sempre più definito: il “no” è in netto vantaggio, mentre dal fronte politico arrivano già le prime reazioni.
Secondo i dati aggiornati, su 52.619 sezioni scrutinate su 61.533, il “no” si attesta al 53,95% con 12.302.225 voti, mentre il “sì” si ferma al 46,05% con 10.500.709 preferenze. Un margine significativo, anche se lo spoglio è ancora in corso.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni affida ai social la sua posizione: "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso: portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale". Poi aggiunge: "Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno". E conclude: "Andremo avanti con responsabilità e rispetto verso il popolo italiano".
Di tutt’altro tenore le reazioni delle opposizioni. Esulta il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che sui social scrive: "Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!", parlando di una "importante vittoria per il campo progressista".
Ancora più diretto Matteo Renzi, che parla di "un fatto politico enorme": "Il messaggio è forte e chiaro: una sconfitta sonora del governo e del modo arrogante con cui è stata fatta questa riforma". E aggiunge: "Quando un leader perde il tocco magico non può far finta di nulla".
Sulla stessa linea anche Andrea Orlando, che definisce l’esito "una vittoria della Costituzione e del popolo italiano", mentre Angelo Bonelli sottolinea "un segnale politico rilevante" e una "sconfitta per Giorgia Meloni", aggiungendo che "le sue riforme cadono in una giornata straordinaria per la democrazia".
Il dato politico accompagna dunque quello numerico: mentre lo scrutinio prosegue, il referendum si conferma già un passaggio centrale nel confronto tra governo e opposizioni.













