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Attualità | 25 marzo 2026, 11:39

Mura della Marina e le rastrelliere ‘scolapiatti’ di corso Quadrio, FIAB Genova: “I ciclisti non le useranno”

La federazione promuove la riqualificazione ma boccia le strutture porta-bici scelte per il corso rinnovato: non permettono di ancorare il telaio e sono considerate inadeguate dal Biciplan della Città Metropolitana

Con la rimozione del cantiere di riqualificazione del percorso di Mura della Marina, si conclude un ciclo di lavori che ha riportato l’antico percorso a godere di un nuovo profilo.

Tra illuminazioni, aiuole e panchine, in queste prime ore a far discutere è la scelta di inserire in corso Quadrio (l’area ai piedi delle mura) delle rastrelliere per le biciclette definite ‘scolapiatti’.

A porre l’accento sulla questione è FIAB Genova, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, che, usando le rastrelliere come veri e propri scolapiatti, ha voluto rimarcare l’inadeguatezza dell’arredo urbano scelto.

Quelle inserite in corso Quadrio sono strutture diffuse in tutta Italia che gli esperti di mobilità ciclistica hanno da sempre criticato. Il motivo è semplice: consentono di infilare la ruota anteriore, ma non permettono di ancorare il telaio. Risultato: la bicicletta rimane di fatto appoggiata, non bloccata, con un rischio di furto elevatissimo che si può finalizzare con una pinza a staccare la bici lasciando la ruota da sola nella rastrelliera.

“Non è un’opinione", precisa FIAB Genova nel suo comunicato. “Lo dice il Biciplan della Città Metropolitana di Genova, lo sanno tutti i ciclisti urbani e lo sa anche l'Ufficio Smart Mobility: le rastrelliere efficaci sono quelle che consentono di ancorare telaio e ruota, come il modello a U rovesciata o a paletto. Non queste soluzioni superate”. La conclusione è tranchant: i ciclisti semplicemente non le useranno, rendendo di fatto inutile l'infrastruttura appena installata.

La provocazione fotografica con le rastrelliere usate per appendervi piatti da scolare, ha già rimbalzato sui social, trasformando una critica tecnica in un caso di comunicazione urbana. Ma al di là dell'ironia, la sostanza del problema rimane. Come è possibile, si chiede FIAB, che nel 2026 si progettino e installino infrastrutture già considerate inadeguate da anni, in contrasto con le stesse linee guida della pianificazione ciclistica metropolitana?

La riqualificazione di corso Quadrio è un segnale positivo per una città che sta cercando di ripensare i propri spazi pubblici. Ma per FIAB Genova questo episodio racconta qualcosa di più profondo: la differenza tra una città che cambia davvero e una che si ferma all'apparenza passa anche dai dettagli. “La città sta cambiando», conclude l'associazione. “È il momento che anche i dettagli, quelli che fanno la differenza nell'uso quotidiano, siano all’altezza”.

I.R.

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