Riscoprire quanto è importante la “geografia” della storia dell’arte, cioè come cambia la distribuzione dei beni storico-artistici dopo la Seconda guerra mondiale e come si evolve negli anni per accendere i riflettori sull’attuale salvaguardia del nostro patrimonio d’arte e del paesaggio.
Questi i binari lungo i quali si è svolta l’affollata presentazione svoltasi oggi, alla Camera di Commercio di Genova, della ristampa dell’opera di Carlo Ceschi “I monumenti della Liguria e la guerra 1940-45”, curata da Sagep su iniziativa di Cristina Bartolini. Un’opera che non è solo testimonianza storica, ma valorizzazione della memoria collettiva del nostro territorio e identità culturale.
Nei saluti istituzionali la consigliera Donatella Alfonso, delegata dalla sindaca Silvia Salis, il soprintendente Vincenzo Tinè, la soprintendente Francesca Imperiale e il segretario generale della Camera di Commercio di Genova Maurizio Caviglia hanno rilevato la necessità di fare rete e trovare nuove energie per tutelare i beni culturali e consegnarli intatti alle generazioni future.
“Non tutti sanno che anche la Camera di Commercio fu parte di questo impegno – ha ricordato Caviglia - La storica Sala Dorata della sua sede di Palazzo Tobia Pallavicino venne colpita dai bombardamenti durante la guerra e l’Ente camerale riparò i danni subito dopo la fine del conflitto, in tempo per ospitare la visita del Presidente provvisorio della Repubblica Enrico De Nicola, nell’autunno del 1946. Oggi la Camera ha sottoscritto un accordo quinquennale di collaborazione strategica con l’Archivio di Stato di Genova per la valorizzazione e l’accessibilità al pubblico del patrimonio culturale”.
A seguire gli interventi degli storici dell’arte Franco Boggero, Pietro Boccardo e del professore ordinario di Restauro dell’Università degli Studi di Genova Stefano Francesco Musso hanno messo in luce l’eredità lasciataci da Carlo Ceschi e l’urgenza di proseguirne il lavoro di tutela con mezzi e professionalità sempre più specializzati. Carlo Ceschi è stato Soprintendente ai Monumenti e, durante la Seconda guerra mondiale, fu antesignano nella prevenzione dei danni agli edifici monumentali. Docente universitario, erede di Benedetto Croce, fu nemico della cementificazione selvaggia e uomo concreto (si recava insieme al suo staff tra le macerie dopo i bombardamenti per recuperare i frammenti architettonici, scultorei e pittorici di chiese e palazzi e collaborò, tra l’altro, all’elaborazione del piano regolatore di Genova e alla tutela del Monte di Portofino) oltre che autore di un altro testo ancora adottato in università e accademie: “Teoria e storia del restauro”.














