Scenografie acquistate per circa 30mila euro e inserite a bilancio, due anni dopo, per un valore di un milione e mezzo, contribuendo, secondo quanto denunciato, a chiudere i conti in attivo per appena 19mila euro. È su questo punto, tra i diversi, che si concentra l’intervento della sindaca Silvia Salis sul caso del Teatro Carlo Felice, finito al centro dell’attenzione dopo l’esposto presentato in procura.
"Abbiamo passato quasi un anno a sentirci dire come si fanno i bilanci in pari, come si gestisce questo e quello. Il risultato, come abbiamo visto su Amt e lo sapete tutti, è che sul Carlo Felice abbiamo dovuto far emergere, perché è una nostra responsabilità, un fatto abbastanza scioccante: scenografie acquistate a 30mila euro un anno e messe a bilancio due anni dopo come posta attiva per un milione e mezzo. Casualità vuole che il bilancio di quell’anno abbia chiuso con un attivo di 19mila euro. Senza quelle scenografie ci sarebbe stato un passivo di quasi un milione e mezzo già nel 2024", ha dichiarato la sindaca a margine della Giornata della Cura del Territorio presso i giardini Gianni Rodari di Sestri Ponente.
Un passaggio che, nelle parole della sindaca, mette in discussione la narrazione degli ultimi anni sulla gestione economica. "Io credo che questo sia qualcosa da tenere bene a mente quando si gestisce la cosa pubblica, perché il fatto di non parlare dei problemi non vuol dire che non esistono: vuol dire solo che diventano sempre più grandi. Il racconto fatto su questo ‘modello e metodo Genova’, su una città meravigliosa, deve lasciare spazio a notizie vere e alla capacità di affrontare i problemi".
La situazione del teatro, ammette, resta complessa e richiederà interventi non semplici: "Affrontare la situazione del Carlo Felice non sarà semplice, ma noi dobbiamo tutelare prima di tutto le lavoratrici e i lavoratori, prima di qualsiasi propaganda o evento, per quanto importante. Sapete quanto teniamo ai balletti di Nervi e quanto li abbiamo difesi nel 2025, ma è il momento di iniziare a fare scelte responsabili".
Da qui la linea dell’amministrazione, che rivendica un cambio di approccio: "La nostra responsabilità è tutelare il lavoro e la stabilità del Carlo Felice. Gli elementi che un’amministrazione gestisce, direttamente o indirettamente, non servono per fare propaganda: devono essere gestiti per il bene della collettività, per il loro sostentamento e per la tutela dei posti di lavoro. Riparare dà molto meno ‘charme’ che fare eventi, ma noi ci rimbocchiamo le maniche, diciamo la verità e ci assumiamo la responsabilità di trovare soluzioni. Oggi il Carlo Felice ha bisogno di verità e di stabilità".














