Continua a rimanere alta la tensione sul tema del nuovo stadio Ferraris.
Dopo la commissione fiume di ieri durata oltre cinque ore, la minoranza in consiglio punta il dito contro l’assessora Francesca Coppola, accusata dalle opposizioni di centrodestra di aver tenuto un comportamento "arrogante" e "offensivo" nei confronti dei consiglieri municipali durante i lavori della commissione.
A dare fuoco alle polveri è il gruppo di Fratelli d’Italia, che con il consigliere municipale della Bassa Val Bisagno, Andrea Censi, e la capogruppo in Comune, Alessandra Bianchi, stigmatizza la gestione del dossier stadio. “Lascia stupiti e attoniti il comportamento dell’Assessore Coppola che prima ‘dribbla’ le domande sul futuro dello stadio e del quartiere di Marassi in commissione municipale e poi attacca in Sala Rossa chi le reitera quelle stesse domande»”, sottolinea Censi, lamentando la mancanza di risposte concrete per i residenti della zona.
Per Bianchi, l’episodio è il sintomo di un malessere più profondo che coinvolgerebbe l'intera amministrazione guidata dalla sindaca Salis. “È evidente come lo ‘stile Salis’ abbia contagiato davvero tutta la giunta e, in generale, tutta l’amministrazione", attacca la capogruppo di FDI. “L’Assessore avrebbe potuto dare risposte concrete ma prendiamo atto che, anche questa volta, abbia preferito lasciare i genovesi tra dubbi ed incertezze. Un comportamento che condanna Genova all’immobilismo dall’inattività del campo largo”.
Sulla stessa linea d'onda si schiera il gruppo consiliare della Lega, con Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua che esprimono ‘profondo sdegno’ per le affermazioni di Coppola. L’assessore avrebbe infatti sminuito il valore dei consiglieri municipali auditi come esperti, sostenendo che non avrebbero apportato alcun “valore aggiunto” alla discussione.
“Si tratta di un episodio di forte arroganza istituzionale, al pari degli atteggiamenti avuti dal sindaco Salis durante la conferenza stampa sull’ovovia”, denunciano i rappresentanti. “L’uscita dell’assessore Coppola nasconde una verità più profonda: l’allergia della Giunta al confronto e alla critica documentata. È un'offesa a chi, a titolo gratuito o con rimborsi minimi, mette le proprie conoscenze a disposizione della comunità”.
La Lega chiede ora scuse pubbliche immediate: “Ci aspettiamo scuse pubbliche e immediate verso i consiglieri coinvolti, tra cui la nostra consigliera municipale Sonia Paglialunga” e invita l'assessore a non dimenticare le proprie origini politiche all'interno dei municipi.














