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Attualità | 10 aprile 2026, 15:36

Gli oneri delle attività estrattive devono essere investiti sui Municipi di riferimento: passa l’Odg della maggioranza

La votazione in Sala Rossa a Palazzo Tursi: le cave Giunchetto e Tana dei Banditi incidono su Municipio VI Medio Ponente e VII Ponente. Chiarotti (Pd): “Parliamo di vallate che convivono ogni giorno con una vera e propria servitù, è una questione di equità che quelle risorse tornino lì”

La Cava Giunchetto sulle alture di Sestri Ponente

La Cava Giunchetto sulle alture di Sestri Ponente

Gli oneri erogati al Comune di Genova da parte delle aziende che si occupano di estrazione dalle cave devono rimanere in via prioritaria sui territori nel quali queste stesse cave incidono e svolgono la loro attività e non andare distribuiti su altri Municipi. È il senso dell’Ordine del Giorno straordinario del Consiglio Comunale che è stato proposto dai capigruppo di maggioranza in Sala Rossa e che è stato discusso e votato positivamente all’ultima seduta del Consiglio Comunale stesso, svoltasi ieri. 

A illustrare il documento è stato il consigliere comunale di AvsMassimo Romeo, ma il testo è stato firmato da Marco Mesmaeker del Movimento 5 StelleFrancesca Ghio di AvsFilippo Bruzzone della Lista SalisMartina Caputo del Partito Democratico e Marialuisa Centofanti di Riformiamo Genova

I partiti di maggioranza impegnano la sindaca di GenovaSilvia Salis, e la Giunta Comunale a “dare evidenza pubblica della reale consistenza economica dei fondi derivanti dai contributi per l’attività estrattiva aggiornata al marzo 2026, fornendo il dettaglio degli incassi e delle spese effettuate nelle annualità 2025 e nel primo trimestre 2026; definire, per le prossime programmazioni di spesa relative ai proventi, un criterio di priorità territoriale che destini le somme introitate a interventi da realizzarsi nei Municipi VI Medio Ponente e VII Ponente; dare continuità e completamento alle opere già individuate nei territori interessati, avviare una progettazione che preveda la messa in sicurezza delle zone identificate, garantendo che le risorse residue e future siano indirizzate prioritariamente alla risoluzione del dissesto idrogeologico nelle vallate del Ponente e Medio Ponente; potenziare il confronto con i Municipi interessati e gli uffici competenti, per l’individuazione di ulteriori interventi prioritari di riqualificazione ambientale, e per la gestione degli oneri di estrazione; effettuare i dovuti approfondimenti sulle altre cave attive sul territorio cittadino, al fine di valutare il medesimo percorso”.

Nel documento si ricorda che “sul territorio del Comune di Genova sono attive, tra le altre, la Cava Giunchetto (situata nel Municipio VI Medio Ponente) e la Cava Tana dei Banditi (situata nel Municipio VII Ponente)”. Per l’annualità 2022, i contributi versati dalle imprese esercenti le cave sono stati pari a complessivi 488.265,30 euro. Per l’annualità 2023, i contributi derivanti dalle medesime attività sono stati pari a 415.938,10 euro, portando la somma complessiva a disposizione della Direzione Difesa del Suolo nel 2024 (inclusi i residui) a oltre 804.000 euro. 

Ma, precisano i proponenti, “dalle relazioni tecniche emergerebbe che una parte significativa di tali fondi è stata destinata a interventi in aree distanti dai siti estrattivi che generano il gettito. Nello specifico: nel 2023 sono stati finanziati interventi di progettazione per lo sfornellamento del Rio Carbonara e di via Oberto Cancelliere (aree centrali/Castelletto). Nel 2024, una somma di circa 100.000 euro è stata impegnata per il ripascimento stagionale della spiaggia dei Bagni San Nazaro in Corso Italia (Municipio VIII Medio Levante)”.

È invece fondamentale “garantire un principio di prossimità e compensazione territoriale, assicurando che le risorse generate dagli oneri di cava siano reinvestite per mitigare le criticità idrogeologiche e ambientali dei quartieri che ospitano i siti estrattivi o che ne subiscono direttamente gli impatti”. L’Ordine del Giorno è stato approvato con ventidue voti favorevoli da parte della maggioranza, mentre l’opposizione si è astenuta.

Secondo Filippo Bruzzone, capogruppo della Lista Salis, “le attività estrattive generano risorse importanti per il Comune, ma anche un impatto significativo sui territori in cui si svolgono, tra rumore, polveri e traffico pesante. Per questo chiediamo un principio semplice: che i fondi derivanti dalle cave vengano utilizzati in via prioritaria nei quartieri che convivono ogni giorno con questi disagi. Oggi, invece, una parte di queste risorse viene destinata anche ad altre zone della città. È una scelta legittima, ma che rischia di creare una distanza tra chi subisce gli impatti e chi beneficia degli interventi. L’obiettivo è ristabilire equilibrio, garantendo maggiore attenzione ai Municipi di Ponente e Medio Ponente, affinché possano vedere miglioramenti concreti sul proprio territorio. Si tratta di una questione di equità e di attenzione verso le comunità locali”.

Claudio Chiarotti, consigliere del Partito Democratico, aggiunge: “Parliamo di vallate che convivono ogni giorno con una vera e propria servitù: traffico pesante, rumore, impatto ambientale. Per questo è una questione di equità che quelle risorse tornino lì, come forma di compensazione per i disagi subiti. Era una prassi naturale prima dell’avvento delle amministrazioni Bucci/Piciocchi. Eppure il centrodestra si è astenuto su un documento che chiedeva semplicemente di ripristinare questo principio. Prendiamo atto che per il centrodestra, Lega in testa, questi fondi possano essere utilizzati altrove, come già avvenuto, ad esempio per il ripascimento di una spiaggia a Quarto. Riteniamo, invece, che sia giusto partire dai territori che sostengono il peso maggiore”. 

Alberto Bruzzone

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