È stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione, con rito abbreviato, l’imprenditore genovese Maurizio Mazzoni, per anni alla guida di un noto compro oro nel quartiere della Foce. Il 63enne è stato riconosciuto colpevole di associazione per delinquere finalizzata alla sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte, nell’ambito di una maxi inchiesta per evasione fiscale.
Difeso dall’avvocato Enrico Scopesi, Mazzoni era stato arrestato nel gennaio dello scorso anno su misura cautelare disposta dal gip, al termine di un’indagine della guardia di finanza coordinata dal pubblico ministero Giancarlo Vona. L’inchiesta ha coinvolto anche i familiari dell’imprenditore, titolare all’80% dell’attività.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Mazzoni avrebbe orchestrato insieme alla moglie e ai due figli un sistema articolato di trasferimenti fittizi e atti fraudolenti per sottrarre beni alla riscossione di un debito fiscale pari a circa 3,8 milioni di euro, legato a imposte sui redditi e Iva. Il meccanismo, secondo l’accusa, sarebbe stato attivo dal 2009 fino agli arresti.
La sentenza lo individua come promotore dell’associazione, mentre per i familiari – ritenuti partecipi del sistema – le indagini sono state chiuse nei mesi scorsi. La Procura si prepara ora a chiedere il rinvio a giudizio anche nei loro confronti. Mazzoni dovrà inoltre rispondere ancora, in sede processuale, delle ulteriori contestazioni legate ai milioni di euro che avrebbe sottratto all’Erario.
Nel corso dell’inchiesta era finito in carcere anche il figlio dell’imprenditore, poi scarcerato. Mazzoni senior, dopo tre mesi di detenzione, era stato trasferito agli arresti domiciliari e attualmente è sottoposto all’obbligo di dimora a Genova.
Sul fronte patrimoniale, a fine dicembre, nell’ambito di un decreto di sequestro finalizzato alla confisca, la guardia di finanza ha individuato nel Principato di Monaco – attraverso rogatorie internazionali – un conto corrente e alcuni posti auto. In Italia sono stati sequestrati contanti per migliaia di euro, depositi bancari, orologi di lusso, lingotti d’oro e preziosi, oltre a moto e automobili. Un patrimonio che, secondo gli inquirenti, ammonterebbe complessivamente a circa 2,5 milioni di euro.














