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Politica | 21 aprile 2026, 17:45

Infrastrutture, oltre lo stallo della Gronda: "Genova non può più restare prigioniera di un finto dibattito"

Presentata l’iniziativa di Linea Condivisa: un confronto pubblico tra costi lievitati, "cura del ferro" e il nodo del porto. Appuntamento mercoledì 22 aprile al Bi.Bi. Service

Infrastrutture, oltre lo stallo della Gronda: "Genova non può più restare prigioniera di un finto dibattito"

In un momento in cui la realizzazione della Gronda sembra scivolare nuovamente nell’incertezza, complici le recenti riflessioni sulla sostenibilità economica del progetto, l’associazione Linea Condivisa lancia una sfida: superare i "no" ideologici e i "sì" acritici per cercare soluzioni che siano concrete, rapide e sostenibili. L'appuntamento per questo confronto pubblico è fissato per domani, mercoledì 22 aprile alle ore 17:30, presso il Bi.Bi. Service di via XX Settembre.

A dare il via alla discussione è il consigliere regionale Gianni Pastorino, che fotografa con preoccupazione l’attuale fase di stallo: "Negli ultimi mesi abbiamo assistito all’ennesima evoluzione del progetto della Gronda: tracciati che cambiano, ipotesi che si rincorrono, costi che aumentano. È un quadro che evidenzia una difficoltà nel definire una soluzione stabile e credibile per il nostro territorio". Per Pastorino, la rotta da seguire è quella dei grandi hub internazionali: "La capacità di infrastrutturare dei grandi porti dal punto di vista del ferro è straordinaria, basti guardare a Rotterdam dove solo l’ultimo miglio viene percorso via gomma".

Sulla stessa linea si pone Rossella D’Acqui, presidente di Linea Condivisa, che sottolinea l'urgenza di una visione d’insieme capace di andare oltre gli slogan: "L’iniziativa di domani nasce con l’idea di aprire un confronto vero, non solo sulle criticità, ma sulle possibili soluzioni. Crediamo che serva una visione complessiva capace di tenere insieme sviluppo, sostenibilità e qualità della vita, senza scorciatoie". Secondo D'Acqui, le necessità non sono svanite, anzi: "Le esigenze non sono scomparse, si sono aggravate, rendendo necessaria una risposta concreta, flessibile e corretta".

L'analisi tecnica dell'incontro si concentrerà anche su soluzioni alternative troppo spesso accantonate, come spiegato da Mauro Solari del gruppo ambiente: "Oggi il rischio è quello di inseguire soluzioni parziali che non incidono realmente sul traffico cittadino. Occorre invece intervenire in modo mirato, riducendo l’impatto sul territorio". Solari richiama l'attenzione sul progetto della cosiddetta "Genovina", un piano che già nel 2018 prevedeva il raddoppio delle stazioni e il potenziamento del nodo ferroviario.

Il tema della mobilità si intreccia inevitabilmente con la pressione turistica e la tenuta sociale del territorio, come evidenziato dall'esperto di trasporti Luca Cinelli: "Bisogna riflettere su come vogliamo gestire una potenziale turistificazione di Genova e della Liguria. Qualunque scelta deve essere fatta tenendo a cuore non solo la miglior scelta modale possibile, ma anche il benessere della popolazione in generale che l’infrastruttura la subisce".

Infine, Daniela Tedeschi, già vicesindaca di Arenzano, sposta il focus sul valore umano della rete dei trasporti: "La mobilità è una funzione di garanzia: troppe persone decidono quale scuola frequentare perché è l’unica che possono raggiungere o devono andare a curarsi in certe strutture perché altre non riescono a raggiungerle". Il suo è un auspicio per una convivenza più armoniosa tra scalo e residenti: "Questo porto deve imparare ad essere amato dalla città e dai cittadini e non a essere visto solo come un fastidio".

L'incontro di domani sarà anche l'occasione per analizzare proposte tecniche alternative, come la Gronda di Colombo e nuovi studi sull’impatto dell’autostrada A7, con l'obiettivo di riportare la discussione su un binario di utilità pubblica e fattibilità reale.

Chiara Orsetti


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