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Cronaca | 30 aprile 2026, 17:41

Giallo delle carte d’identità senza microchip: il Tribunale di Genova ordina la restituzione del primo documento sequestrato

La Procura ricorre in Cassazione contro il dissequestro disposto dal Riesame. Resta l'incognita sull'alterazione dei documenti elettronici a livello nazionale

Giallo delle carte d’identità senza microchip: il Tribunale di Genova ordina la restituzione del primo documento sequestrato

La Procura di Genova ha recentemente avviato una vasta operazione che ha portato al sequestro di decine di carte d’identità elettroniche nei confronti di cittadini stranieri. L'azione è scattata a seguito dei controlli effettuati da polizia e carabinieri, i quali hanno riscontrato che i documenti esibiti erano privi del microchip integrato. Oltre al sequestro dei documenti, sono scattate le denunce per i titolari, mentre gli inquirenti hanno iniziato ad approfondire le ragioni tecniche o dolose dietro la mancanza della componente elettronica. Episodi simili sono stati segnalati anche in altre città italiane, ma è da Genova che giunge il primo caso giunto all’attenzione del tribunale del Riesame, il quale ha stabilito la restituzione del documento.

La vicenda specifica riguarda un cittadino di origini straniere, nato in Italia, che è stato fermato per un controllo dai carabinieri a Rapallo lo scorso 9 aprile. Durante la verifica, i militari hanno accertato l’assenza del microchip e hanno ipotizzato una rimozione volontaria dello stesso. Di conseguenza, il documento è stato sequestrato e la procura ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di falso materiale. La difesa dell'uomo, rappresentata dagli avvocati Andrea e Maurizio Tonnarelli, ha contestato il provvedimento presentando ricorso al Riesame e sostenendo che il documento fosse assolutamente regolare.

Il 28 aprile scorso il tribunale ha accolto il ricorso e ha disposto il dissequestro della carta d’identità. Nelle motivazioni dell'ordinanza si legge che una verifica presso il Comune di Rapallo ha confermato sia l’autenticità del documento sia la piena corrispondenza dei dati del titolare. L’avvocato Andrea Tonnarelli ha commentato all'Adnkronos che il sequestro appariva immotivato, poiché era evidente fin dall'inizio che la carta fosse vera e, al massimo, deteriorata, ma certamente non falsa.

Nonostante il Riesame abbia escluso l’ipotesi di falso e restituito la carta al legittimo proprietario, i giudici hanno precisato che eventuali utilizzi illeciti del microchip mancante, se abbinato ad altri documenti, potrebbero diventare oggetto di ulteriori accertamenti in procedimenti separati. La procura, attraverso il procuratore aggiunto Federico Manotti, ha deciso di non fermarsi e ha impugnato la decisione presentando ricorso in Cassazione. L’accusa sostiene infatti che la rimozione del chip configuri un’alterazione del documento compiuta materialmente con il concorso del titolare. Sarà ora la Cassazione a doversi pronunciare definitivamente sulla questione.

Redazione

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