Slitta a data da destinarsi la prova di allagamento del sottopasso di Brin, a Certosa, inizialmente prevista per i primi giorni di maggio. A comunicarlo è il comitato “Liberi cittadini di Certosa”, che in un lungo post social segnala come i lavori in corso stiano subendo ulteriori rallentamenti, con ripercussioni sull’intero sistema dei cantieri della zona.
Nel testo spiegano che, con un’ordinanza del 29 aprile 2026, è stato disposto che Vico Chiuso della Pietra resterà interessato dai lavori almeno fino al 29 maggio. Alla base del prolungamento, spiegano, ci sarebbero criticità legate alla presenza di residui solidi nel canale, che stanno rendendo necessario l’utilizzo di martelli pneumatici per proseguire le operazioni di pulizia. Una situazione che, di fatto, impedisce al momento di effettuare il test previsto per verificare la capacità di deflusso dell’acqua nel sottopasso.
Il comitato sottolinea come, in assenza di una prova programmata, eventuali precipitazioni – come quelle annunciate dalle previsioni meteo per il 5 maggio – potrebbero trasformarsi in un banco di prova non ufficiale per valutare l’efficacia degli interventi eseguiti.
Nel frattempo resta sospeso anche l’intervento previsto al sottopasso del Campasso, che comporterà una chiusura totale ancora in attesa di nuova programmazione. Una situazione che, secondo i cittadini, contribuisce ad aumentare l’incertezza sull’andamento complessivo dei lavori in zona.
“Questi continui aggiornamenti rendono sempre più difficile capire come procederanno gli altri cantieri – scrive il Comitato –. La vita delle persone, la mobilità, i parcheggi e le attività commerciali sono scanditi da continui punti interrogativi”.
Nelle prossime settimane dovrebbe essere convocata una nuova cabina di regia dedicata ai cantieri, durante la quale potrebbero emergere indicazioni più precise sulle tempistiche e sull’organizzazione degli interventi.
Sul fronte politico, il Comitato torna anche sulla questione dei finanziamenti legati al progetto ferroviario del Campasso. In particolare, viene ricordato come nel 2022 fossero stati stanziati 199 milioni di euro per la riqualificazione del territorio attraversato dalla nuova linea, cifra successivamente ridotta – secondo quanto denunciato – di 13 milioni a seguito di tagli governativi.
“Oggi riappare la stessa cifra, ma destinata a finanziamenti ferroviari del porto”, affermano, riprendendo le critiche espresse anche da esponenti politici locali. Una scelta che viene contestata apertamente: “Non è invidia, ma rabbia – scrivono – perché quei tredici milioni sono stati tolti agli indennizzi per i cittadini e destinati a nuove infrastrutture”.
Il comitato conclude ribadendo la propria posizione: “Se sono così sicuri di poter decidere sopra le nostre teste, devono sapere che non resteremo a guardare. Non molliamo e andiamo avanti uniti”.














