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Economia | 26 maggio 2026, 10:33

Vertenza Cooperativa San Carlo: giovedì 4 giugno scatta il presidio di lavoratori e migranti sotto la Prefettura

La mobilitazione è indetta da UIL e Uiltucs Liguria dalle 10 alle 12 per denunciare una situazione "fuori controllo": 50 dipendenti senza stipendio e 300 ospiti dei CAS in condizioni di precarietà

Vertenza Cooperativa San Carlo: giovedì 4 giugno scatta il presidio di lavoratori e migranti sotto la Prefettura

Una situazione ormai "fuori controllo" ruota attorno alla Cooperativa Sociale San Carlo Onlus, realtà attiva nel settore dell'accoglienza e attualmente commissariata dalla Prefettura. Per accendere i riflettori sulla vertenza, UIL Liguria e Uiltucs Liguria hanno organizzato un presidio di protesta per giovedì 4 giugno, dalle 10 alle 12, proprio davanti al palazzo della Prefettura di Genova.

In piazza scenderanno, fianco a fianco, i dipendenti della cooperativa e i migranti ospitati nelle strutture, uniti per denunciare il grave stato di precarietà in cui versano da tempo. Nonostante il provvedimento di commissariamento e i ripetuti allarmi lanciati a mezzo stampa dalle sigle sindacali, la crisi non ha trovato soluzione.

I sindacati hanno riassunto in tre punti chiave i motivi della mobilitazione.

Stipendi bloccati: Sono circa 50 i dipendenti della cooperativa che non percepiscono la propria retribuzione da mesi, pur continuando a garantire il servizio.

Emergenza accoglienza: Sono circa 300 i migranti ospitati che vivono in condizioni precarie. Secondo la denuncia dei sindacati, mancano i servizi essenziali, il vestiario adeguato e il pocket money. Segnalata anche la scarsa qualità del cibo somministrato.

Diritto allo studio negato: A causa della scarsità di risorse destinate ai servizi, diversi minori (sia accompagnati che non accompagnati) non riescono a frequentare la scuola con regolarità. Di fatto, viene disatteso il loro diritto fondamentale alla mobilità e all'istruzione all'interno delle strutture CAS.

"Nonostante il commissariamento della San Carlo e le ripetute denunce avanzate da Uil e Uiltucs – spiegano i rappresentanti sindacalilavoratori e migranti continuano a versare in condizioni di totale precarietà. Per questo motivo la mobilitazione si è resa ormai necessaria e improrogabile".

Redazione

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