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Economia | 27 luglio 2026, 22:50

DEFR, la Liguria verso una crescita dello 0,8%: sanità da quasi 4 miliardi e 64 milioni di investimenti FSC

Il Consiglio regionale chiude la sessione di bilancio approvando la programmazione economico-finanziaria: occupazione in aumento, export a +20,8% e turismo trainato dagli stranieri. Via libera agli impegni su PPI di Albenga e Cairo, sicurezza sul lavoro, caldo estremo, intelligenza artificiale e Pontremolese

DEFR, la Liguria verso una crescita dello 0,8%: sanità da quasi 4 miliardi e 64 milioni di investimenti FSC

Si chiude con l’approvazione del Documento di economia e finanza regionale la lunga maratona del Consiglio dedicata ai conti e alla programmazione della Liguria. Dopo rendiconto, assestamento e modifiche all’ordinamento regionale, l’aula ha dato il via libera a maggioranza al DEFR 2027-2029, il documento che individua gli scenari economici di riferimento, gli obiettivi delle politiche regionali, gli indirizzi per gli enti strumentali e le prospettive delle entrate, della sanità e degli investimenti.

Si tratta, tuttavia, di una programmazione ancora parziale. La Regione ha predisposto il documento senza poter contare su un quadro nazionale programmatico completo: il Documento di finanza pubblica presentato dal Governo contiene infatti le previsioni tendenziali a legislazione vigente, ma non definisce ancora gli interventi della futura manovra.

Le previsioni di entrata e di spesa e il quadro programmatico definitivo saranno quindi completati con la Nota di aggiornamento al DEFR, dopo la presentazione da parte del Governo del Documento programmatico di bilancio, prevista entro il 15 ottobre 2026. Fino a quel momento il DEFR fotografa gli scenari economici, aggiorna le politiche in corso e fissa obiettivi, indicatori e risultati attesi per il triennio.

La crescita ligure resta positiva, ma pesa l’incertezza internazionale

Il quadro elaborato dalla Regione descrive un’economia ligure in moderata crescita, nonostante i rischi legati alle tensioni geopolitiche, all’aumento dei costi energetici e al rallentamento del commercio mondiale.

Nello scenario di base, che presuppone una progressiva attenuazione delle tensioni internazionali, il Pil della Liguria dovrebbe crescere nel 2026 di circa lo 0,8%, per poi rafforzarsi gradualmente nei due anni successivi. La previsione segue un 2025 chiuso, secondo le valutazioni richiamate nel DEFR, con un incremento del prodotto regionale dello 0,8%, leggermente superiore alla media nazionale.

Tra i fattori di tenuta vengono indicati il peso dei servizi pubblici, della sanità e del settore immobiliare, oltre alla presenza di un tessuto diffuso di piccole e microimprese. Più esposti agli shock internazionali restano invece i trasporti, la logistica portuale e le attività direttamente collegate agli scambi commerciali.

Sul fronte demografico, dopo anni di diminuzione, tra il 2024 e il 2026 si registra una lieve ripresa che porta la popolazione ligure a circa 1,512 milioni di residenti. Il saldo naturale resta negativo, ma viene compensato in parte dai flussi migratori interni e dall’estero. Imperia mostra una sostanziale stabilizzazione, mentre la Città metropolitana di Genova registra tre anni consecutivi di lieve crescita dopo il minimo raggiunto nel 2023.

Più occupati, ma crescono i giovani fuori da studio e lavoro

Positivi i dati sul lavoro relativi al 2025. Gli occupati in Liguria hanno raggiunto quota 651 mila, oltre 17 mila in più rispetto all’anno precedente, con una crescita del 2,7% che colloca la regione al secondo posto in Italia e nettamente sopra la media nazionale dello 0,8%.

L’incremento ha riguardato agricoltura, industria e servizi ed è stato trainato soprattutto dal lavoro dipendente, aumentato di quasi 24 mila unità. Oltre il 60% dei nuovi occupati è rappresentato da donne. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 5,5 al 4,7%, al di sotto della media italiana.

Resta però aperta la questione giovanile: la quota di ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione è salita dal 12,4 al 14%. Nel primo trimestre del 2026 gli occupati si sono mantenuti sopra quota 650 mila, con una nuova crescita dell’occupazione femminile e del lavoro dipendente.

Il tessuto imprenditoriale conta circa 156.500 imprese registrate, delle quali 131.600 attive. Nei primi tre mesi del 2026 sono state rilevate 2.745 nuove iscrizioni e 2.990 cessazioni, con segnali di maggiore difficoltà per commercio, costruzioni e alcuni comparti manifatturieri.

Export e turismo crescono, i porti rallentano sulle merci

L’Economia del Mare resta uno dei principali pilastri regionali: rappresenta il 13,8% del valore aggiunto ligure e il 15,4% dell’occupazione, le percentuali più alte a livello nazionale. La Liguria dispone di sette porti maggiori, con oltre 60 milioni di tonnellate di merci e circa cinque milioni di passeggeri movimentati ogni anno.

Nel primo trimestre del 2026, tuttavia, le merci movimentate nei porti liguri sono diminuite del 2,1%. La flessione ha interessato Genova e Savona-Vado, mentre La Spezia ha segnato un incremento dell’8,3%, sostenuto soprattutto dal traffico containerizzato.

Cresce invece il comparto passeggeri, in particolare quello crocieristico: nel primo trimestre l’aumento è stato del 40,9% a Genova, del 39,7% a Savona e del 6,5% alla Spezia. Molto positivo anche l’export di beni liguri, salito del 20,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo il +10,2% registrato nell’intero anno precedente.

Tra gennaio e aprile 2026 gli arrivi nelle strutture ricettive tradizionali sono aumentati del 4,9%, raggiungendo 1,21 milioni di turisti. La crescita è stata sostenuta soprattutto dagli stranieri, saliti del 6%, mentre le presenze complessive sono rimaste sostanzialmente stabili.

Ancora più accentuato l’incremento degli appartamenti ammobiliati a uso turistico: gli arrivi sono cresciuti del 22,9% e le presenze del 46,7%, con circa 258 mila pernottamenti aggiuntivi.

Sanità, risorse verso quota 4 miliardi

Una parte consistente del DEFR è dedicata alla riforma sanitaria regionale, alla riduzione delle liste d’attesa, al contenimento della mobilità passiva e allo sviluppo dell’assistenza territoriale.

Il quadro economico-finanziario prevede per il sistema sanitario ligure risorse complessive pari a 3,951 miliardi di euro nel 2026, destinate a salire a 3,962 miliardi nel 2027, 3,970 nel 2028 e 3,981 miliardi nel 2029.

Il documento ipotizza contemporaneamente una riduzione del saldo negativo della mobilità sanitaria fuori regione, che dovrebbe passare da 69 milioni nel 2026 a 64 milioni nel 2027 e a 59 milioni dal 2028. La previsione si basa sull’aumento della produzione sanitaria regionale, sugli accordi con le altre Regioni e sul potenziamento delle prestazioni, in particolare nei settori ortopedico e cardiologico.

L’ortopedia rappresenta infatti la principale area di fuga sanitaria, con un costo di 69,6 milioni di euro, pari al 44% della mobilità passiva ospedaliera. La sola componente protesica vale circa 40 milioni. L’area cardiologica pesa invece per 20,2 milioni.

Per aumentare la capacità produttiva, il piano regionale prevede nel 2026 prestazioni aggiuntive per 44,59 milioni di euro, delle quali 21,15 milioni affidate agli operatori privati accreditati.

Tra gli obiettivi figurano anche la prosecuzione dei programmi per le liste d’attesa, l’ampliamento delle prestazioni disponibili attraverso il Cup, la creazione di agende dedicate per diagnosi e controlli, il rinnovo delle grandi apparecchiature e una gestione più coordinata delle liste chirurgiche e dei percorsi successivi alle dimissioni.

Sul territorio il modello descritto prevede 33 Case della Comunità, delle quali 30 finanziate dal Pnrr, 11 Ospedali di Comunità, dieci dei quali sostenuti dal Piano, e 16 Centrali operative territoriali. Il sistema dovrà rafforzare l’assistenza domiciliare, la telemedicina e il collegamento tra ospedali, medici di famiglia e servizi sociosanitari.

Sessantaquattro milioni dal Fondo sviluppo e coesione

Il DEFR aggiorna anche il quadro degli investimenti finanziati attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Alla Liguria sono state assegnate complessivamente 265,75 milioni di euro per il ciclo 2021-2027.

Al febbraio 2026 risultavano impegni per 131,44 milioni e pagamenti per 90,34 milioni, pari al 40% delle risorse monitorate. Secondo il documento, la Liguria presenta il più elevato avanzamento dei pagamenti tra le Regioni e le Province autonome.

Nel triennio 2027-2029 sono programmati interventi FSC per 64,34 milioni di euro: 25,55 milioni nel 2027, 26,93 nel 2028 e 11,85 nel 2029.

La quota principale, pari a 36,83 milioni, sarà destinata a trasporti e mobilità. Seguono 13,4 milioni per salute e sociale, 8,2 milioni per la digitalizzazione, 4,14 milioni per la riqualificazione urbana, 1,51 milioni per l’assistenza tecnica e circa 237 mila euro per la cultura.

Tra gli interventi figurano 13,4 milioni per il nuovo ospedale Felettino della Spezia, oltre 10,6 milioni per l’acquisto di autobus da parte di Amt, risorse per Riviera Trasporti, Atc e Tpl Linea, il completamento di diversi tratti della Ciclovia Tirrenica, l’adeguamento della stazione ferroviaria di Ventimiglia e la bretella tra via Bertola e via Trieste lungo il torrente Segno.

Sono inoltre previsti interventi sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti dalle Arte, tra i quali il recupero degli immobili sfitti e il miglioramento sismico ed energetico dell’edificio di via Tofane a Genova.

Il Fondo strategico regionale dispone invece, per il periodo 2026-2028, di 90,4 milioni di euro di nuovo debito autorizzato. Nel solo mese di aprile sono stati finanziati 84 interventi per oltre 26,2 milioni, destinati soprattutto alla riqualificazione urbana, alle infrastrutture, all’edilizia universitaria e alla cultura.

Ambulanze verso i PPI di Albenga e Cairo

Numerosi gli ordini del giorno collegati al documento economico-finanziario. Il Consiglio ha approvato all’unanimità due proposte del consigliere di AVS Jan Casella sull’utilizzo dei Punti di primo intervento di Albenga e Cairo Montenotte.

La Giunta dovrà valutare, insieme ad ATS Liguria, alle aree sociosanitarie territoriali e alla centrale operativa del 118, una modifica o un’applicazione più puntuale dei protocolli affinché le ambulanze con pazienti a bassa complessità, come codici bianchi e verdi, possano essere indirizzate ai due PPI quando le condizioni risultano compatibili con le strutture.

Per Albenga dovrà essere monitorata l’effettiva applicazione di quanto già previsto dalle disposizioni vigenti, valutando anche misure per sostenere la disponibilità dei volontari. Per Cairo Montenotte dovranno invece essere verificati gli effetti sui tempi di attesa del pronto soccorso di Savona e sulla disponibilità delle ambulanze in Val Bormida, coordinando la revisione dei due protocolli.

Fisioterapia alla Spezia e Pietra Ligure

Via libera unanime anche alla richiesta di aprire un confronto con l’Università di Genova, gli enti sanitari e le istituzioni locali per riattivare i poli della Spezia e di Pietra Ligure del corso di laurea in Fisioterapia.

L’obiettivo è ripristinare le immatricolazioni nei due territori, coinvolgendo ATS Liguria, le aree sociosanitarie 2 e 5, i Comuni e le Province della Spezia e di Savona e l’ordine professionale competente.

Sicurezza sul lavoro, organici da 114 a 168 operatori

Dopo la bocciatura dell’emendamento economico durante l’esame dell’assestamento, il Consiglio ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per il rafforzamento delle strutture di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Il documento impegna la Giunta a valutare il progressivo adeguamento degli organici al parametro nazionale di 34 operatori ogni 100 mila lavoratori. Le unità attualmente in servizio sono 114, mentre il fabbisogno teorico regionale viene stimato in circa 168 addetti.

Dovrà essere predisposto un piano pluriennale di assunzioni a tempo indeterminato, con obiettivi annuali verificabili e una relazione semestrale alla commissione competente sull’andamento degli organici, sul reclutamento, sull’impiego delle risorse e sulle attività di controllo.

È stato invece respinto l’ordine del giorno sul “budget di salute”, che proponeva di riconoscere questo strumento come riferimento regionale per la presa in carico personalizzata delle persone con bisogni sociosanitari complessi, estendendolo anche ai cittadini con disabilità.

Caldo estremo, tutele per portuali e rider

Approvata all’unanimità la proposta della capogruppo di AVS Selena Candia, sottoscritta dai gruppi di opposizione, per introdurre misure specifiche contro il rischio da caldo estremo per i lavoratori portuali e i rider.

La questione dovrà essere portata al tavolo di confronto di fine stagione. La Regione viene inoltre impegnata a sollecitare un confronto con le Autorità di sistema portuale sull’adeguatezza dei documenti di sicurezza rispetto allo stress termico e a valutare misure organizzative sperimentali per chi effettua consegne a domicilio.

Non è invece passata la richiesta di introdurre controlli specifici, durante e dopo l’esecuzione degli accordi con la sanità privata, per verificare se gli stanziamenti destinati all’ortopedia e alla cardiologia producano un’effettiva diminuzione della mobilità passiva, oltre al semplice aumento delle prestazioni erogate.

Intelligenza artificiale e servizi INPS nelle aree interne

Il Consiglio ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno che chiede alla Regione di analizzare il livello di esposizione delle professioni liguri all’intelligenza artificiale.

Lo studio dovrebbe applicare ai dati regionali gli indicatori utilizzati per misurare l’impatto dell’IA sulle diverse occupazioni, valutando una collaborazione tecnico-scientifica con l’Inapp. L’obiettivo è capire quali settori, mansioni e categorie di lavoratori potrebbero essere maggiormente interessati dalla trasformazione tecnologica.

Via libera anche alla proposta per promuovere, insieme all’Inps e agli enti locali, l’estensione dei punti utente evoluti nei territori regionali, con particolare attenzione alle aree interne e più fragili, dove l’accesso diretto ai servizi previdenziali e assistenziali risulta più difficile.

Respinta invece la richiesta di realizzare una ricognizione degli ex percettori del reddito di cittadinanza rimasti fuori dal Supporto per la formazione e il lavoro e dalle altre misure di sostegno, accompagnandoli con attività di informazione, facilitazione digitale e linguistica e presa in carico personalizzata.

PUC, trasporti e riforma dei porti

Sul fronte urbanistico l’aula ha bocciato l’ordine del giorno di Candia che chiedeva di rafforzare l’assistenza tecnica regionale ai Comuni, soprattutto quelli più piccoli, per la redazione dei Piani urbanistici comunali e degli strumenti alternativi di pianificazione.

Non è passata neppure la proposta della consigliera del Pd Katia Piccardo, che chiedeva di programmare risorse dedicate per garantire il diritto allo studio e alla mobilità nei territori di Genova e della Città metropolitana maggiormente colpiti dai disservizi del trasporto pubblico.

Respinto anche il documento del consigliere dem Davide Natale, che impegnava la Giunta a chiedere una modifica del disegno di legge nazionale di riforma del sistema portuale.

Pontremolese, pressing unitario sul Governo

Approvato all’unanimità l’ordine del giorno del consigliere del Pd Andrea Orlando sul completamento della linea ferroviaria Pontremolese.

La Giunta dovrà continuare ad attivarsi per convocare in tempi brevi istituzioni, associazioni e organizzazioni interessate all’opera, con l’obiettivo di costruire una posizione unitaria e chiedere al Governo la programmazione delle risorse necessarie per completare l’infrastruttura.

Bocciato invece il documento del capogruppo dem Armando Sanna che chiedeva una relazione dettagliata sugli organici dell’Ente ospedaliero Galliera, comprendente personale previsto ed effettivamente in servizio, cessazioni, trasferimenti, assunzioni, concorsi e saldo dei dipendenti suddiviso per profilo professionale.

Un “tavolo verde” per gli allevatori colpiti dalla siccità

L’ultima proposta approvata all’unanimità riguarda gli allevatori dell’Imperiese alle prese con le conseguenze della siccità.

L’ordine del giorno presentato dal consigliere del Pd Enrico Ioculano impegna la Regione ad aprire un “tavolo verde” per valutare misure straordinarie capaci di sostenere le aziende, tutelare il benessere degli animali e impedire l’interruzione delle attività.

Con il voto sul DEFR e sugli ultimi ordini del giorno si è così conclusa la sessione consiliare dedicata alla programmazione economica e finanziaria: il prossimo passaggio arriverà in autunno, quando la nota di aggiornamento dovrà trasformare gli scenari delineati nel documento nelle indicazioni definitive per il bilancio regionale 2027-2029.

Federico Antonopulo


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