Quello che ha scatenato la notizia del mancato rinnovo di Enrico Musso alla presidenza della società di gestione dell’Aeroporto di Genova Cristoforo Colombo è un vero e proprio terremoto a cui il mondo politico non si sta sottraendo.
In vista dell’assemblea dei soci convocata per il 16 giugno, chiamata a definire il nuovo assetto, nelle ultime ore sono circolate anche le ipotesi legate ai nomi di Matteo Paroli, presidente di autorità portuale e Pietro Piciocchi, ex vice del presidente di Regione Liguria Marco Bucci. Sul punto, però, il governatore non entra nel merito delle possibili successioni e commenta soprattutto il passaggio legato all’uscita di Musso, rimandando ogni scelta agli azionisti.
“Sono gli azionisti che comandano”, ha detto Bucci a margine del consiglio regionale odierno. “Non mi esprimo, il fatto è loro, non giudico, sto a vedere che per la Regione vadano avanti le cose bene”.
Il presidente conferma poi che resta aperta la possibilità di un ingresso della Regione nella società di gestione dello scalo: “C’è sempre, noi aspettiamo con ansia il bando per poter entrare”.
Sulla gestione Musso e sui rapporti con il presidente uscente, Bucci sceglie ancora una volta la prudenza, senza esprimere valutazioni nette: “Per quanto mi riguarda io non sono a conoscenza di cose eclatanti sia in senso positivo che negativo”.
La partita, dunque, resta nelle mani degli azionisti del Colombo. L’assemblea del 16 giugno sarà il passaggio decisivo per definire il nuovo assetto, mentre la Regione osserva l’evoluzione del dossier con un obiettivo dichiarato: garantire che lo scalo continui ad andare avanti e tenere aperta la possibilità di un futuro ingresso dell’ente regionale nella società.
AEROPORTO, D’ANGELO (PD): “IPOTESI PICIOCCHI SCONCERTANTE. DOPO MUSSO AVANTI CON LA LOTTIZZAZIONE POLITICA DEL COLOMBO?”
“Se le indiscrezioni di queste ore fossero confermate, sarebbe chiarito perché Enrico Musso è stato allontanato dalla guida dell’aeroporto. Dopo aver mandato a casa un presidente che ha risanato la società e rilanciato il Colombo, il presidente Paroli si preparerebbe a sostituirlo con Pietro Piciocchi, uomo di fiducia di Bucci e Rixi. Il problema, evidentemente, non erano i risultati di Musso ma la sua autonomia”, così Simone D’Angelo, Consigliere regionale del Partito Democratico in Liguria, in merito a quanto riportato sulla stampa cittadina sul futuro dell’aeroporto di Genova.
E ancora: "L’obiettivo che appare sempre più evidente è quello di esercitare un controllo politico diretto sulla delicata fase di privatizzazione e riassetto societario dello scalo. E sconcerta che per questo ruolo possa essere indicato proprio Piciocchi, protagonista della stagione amministrativa che ha lasciato al Comune e alle partecipate gravi problemi finanziari ancora aperti e, in alcuni casi, all’attenzione della magistratura. Lo stesso Piciocchi che nel 2024 venne pubblicamente ringraziato per il ruolo svolto nell’operazione che portò MSC verso l’acquisizione - poi non concretizzatasi per l’esercizio del diritto di prelazione da parte di Camera di Commercio - del 15% dell’aeroporto dalla famiglia Benetton. Prima si allontanano le figure considerate troppo indipendenti, poi si sostituiscono con persone politicamente allineate. Altro che merito e competenza. Ancora una volta prevale la logica della fedeltà e del “non disturbare il manovratore”, aggiunge
“Paroli dovrebbe spiegare ai genovesi perché ritiene che affidare l’aeroporto al capo dell’opposizione a Silvia Salis sia una scelta nell’interesse della città. Bucci e Rixi, invece, dovrebbero dire con chiarezza quale progetto hanno in mente per il Colombo e nell’interesse di chi stanno assumendo queste decisioni. Se poi la surreale ipotesi-Piciocchi servisse nelle intenzioni a rendere più digeribile una possibile autocandidatura di Paroli stesso alla guida dell’aeroporto, passeremmo dalla tragedia alla farsa”, conclude D’Angelo














