Giovedì 18 giugno le donne e gli uomini in divisa daranno vita a una giornata nazionale di mobilitazione e protesta che coinvolgerà anche Genova. Le sigle provinciali SILP CGIL della Polizia di Stato, SIAM dell'Aeronautica Militare e LRM dell'Esercito Italiano hanno organizzato un presidio con volantinaggio davanti alla Prefettura di Genova, in largo Eros Lanfranco, a partire dalle ore 10.
L'iniziativa si inserisce nella mobilitazione nazionale promossa dalle organizzazioni sindacali e mira a richiamare l'attenzione di cittadini e istituzioni sulle criticità che interessano il comparto della sicurezza e della difesa. Al centro delle rivendicazioni ci sono il rinnovo del contratto di lavoro e la tutela previdenziale, temi che i rappresentanti dei lavoratori definiscono non più rinviabili.
Secondo le sigle sindacali, il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027 non sarebbe adeguato a compensare l'aumento del costo della vita. I sindacati parlano di un "contratto beffa", sostenendo che, a fronte di un'inflazione reale superiore al 17%, gli aumenti salariali previsti si fermerebbero al 5,78%, con una conseguente perdita di potere d'acquisto stimata in circa 300 euro al mese per ogni lavoratore.
Tra le richieste figura anche un intervento sul fronte previdenziale. Le organizzazioni denunciano infatti il ritardo nell'avvio della previdenza complementare e giudicano insufficienti le risorse destinate alla previdenza dedicata per il personale in uniforme, evidenziando il rischio di pensioni future penalizzate dal sistema contributivo.
Accanto alle questioni economiche e previdenziali, la mobilitazione genovese punta i riflettori sulla carenza di personale nei servizi di sicurezza e difesa della provincia. Secondo SILP CGIL, SIAM e LRM, il deficit di organico sarebbe compreso tra il 20 e il 25 per cento rispetto alle dotazioni previste.
"Nella nostra realtà provinciale – dichiarano i rappresentanti locali delle tre sigle – la situazione è diventata insostenibile. Registriamo una carenza organica complessiva che si aggira tra il 20 e il 25 per cento del personale previsto. Questo si traduce in turni di lavoro massacranti per i colleghi in servizio, un ricorso sistematico allo straordinario e un'età media del personale che a Genova supera ormai i 45 anni".
Una situazione che, secondo i sindacati, incide sulla gestione quotidiana dei servizi, dalle attività logistiche al controllo del territorio, fino ai servizi di ordine e sicurezza pubblica nei periodi più impegnativi.
"La sicurezza e la difesa sono beni comuni e non può esistere una società sicura se chi la protegge viene privato dei propri diritti fondamentali e della propria dignità economica e professionale" affermano ancora le organizzazioni promotrici, sottolineando come la mobilitazione unitaria rappresenti un segnale di compattezza delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa della provincia di Genova.
L'appuntamento è quindi fissato per giovedì 18 giugno alle 10 davanti alla Prefettura. Durante il presidio verranno distribuiti volantini informativi per spiegare ai cittadini le ragioni della protesta e le richieste avanzate dalle rappresentanze del comparto sicurezza e difesa. "Difendere i diritti di chi indossa una divisa significa prima di tutto difendere la sicurezza dell'intera comunità".















