Si aggrava la posizione di Vincenzo Rametta, il 28enne accusato di aver investito e ucciso Edoardo Corrieri, 29 anni, nella notte tra sabato e domenica in corso Italia. Il pubblico ministero Andrea Ranalli ha infatti contestato al giovane il reato di omicidio volontario.
Rametta, assistito dall’avvocato Stefano Ganci, si trova ancora nel carcere di Marassi, ma nei suoi confronti la gip Maria Antonia Di Lazzaro ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Una misura decisa alla luce degli elementi raccolti dagli investigatori, dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dalle testimonianze acquisite dopo l’investimento mortale.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, tutto sarebbe nato da una lite scoppiata poco prima all’esterno di una discoteca. Il diverbio, in base a quanto emerso dalle indagini, sarebbe partito da alcune presunte molestie rivolte dal 28enne ad alcune ragazze che si trovavano con Corrieri. Da lì la tensione sarebbe salita fino al momento in cui Rametta avrebbe raggiunto la propria auto, un’Audi Q3, per poi ripartire.
Per l’accusa, la manovra non sarebbe stata casuale. Le immagini avrebbero ripreso il momento in cui l’auto, dopo essersi mossa a forte velocità, avrebbe sterzato verso Corrieri, travolgendolo. Il 29enne è stato sbalzato per alcuni metri ed è poi morto all’ospedale San Martino per le gravissime conseguenze dell’impatto.
Nel provvedimento cautelare la gip definisce Rametta “socialmente pericoloso” e parla di una condotta “caratterizzata da inopinata violenza”. La giudice non ha ritenuto credibile la versione fornita dal 28enne subito dopo i fatti, quando aveva sostenuto di non avere investito volontariamente Corrieri e di essere stato accecato dallo spray al peperoncino spruzzato da una ragazza del gruppo.
Secondo la gip, infatti, dai referti medici non emergerebbero lesioni oculari tali da impedirgli di raggiungere l’auto, mettersi alla guida e compiere le manovre successive. Una ricostruzione che, per la giudice, non sarebbe compatibile con quanto documentato dalle telecamere e riferito dai testimoni.
Dopo aver travolto Corrieri, Rametta si sarebbe allontanato alla guida dell’auto, avrebbe effettuato un’inversione di marcia e sarebbe poi ripassato davanti al punto dell’investimento prima di fermarsi alcune centinaia di metri più avanti. Poco dopo si è costituito agli agenti delle volanti.
Ulteriori elementi potrebbero arrivare dall’autopsia sul corpo della vittima. L’incarico ai consulenti è stato conferito oggi e l’esame sarà eseguito nelle prossime ore. Solo al termine degli accertamenti verrà rilasciato il nulla osta per i funerali.














