Per celebrare la Solennità di San Giovanni Battista, patrono di Genova e dell’Arcidiocesi, sono in programma una serie di iniziative dedicate alla valorizzazione e alla riscoperta della figura del Santo.
Si comincia con il triduo, dal 21 al 23 giugno: alle ore 18 nella S. Messa in Cattedrale verranno messe in luce tre tematiche legate a San Giovanni Battista: “Il Precursore e la Voce” (Mons. Carlo Sobrero); “L’ascesi e il deserto” (Mons. Fully Doragrossa); “La testimonianza e il martirio” (Mons. Marco Doldi).
Martedì 23 giugno, vigilia della Solennità, dalle 9 alle 17.30, a cura del Capitolo dei Canonici e del Comune di Genova, sarà possibile effettuare visite guidate al Battistero della Cattedrale e all’Arca del Santo Patrono.
Alle ore 18.45, con un rito liturgico, saranno esposte solennemente le reliquie del Santo, che rimarranno alla venerazione dei fedeli fino al giorno successivo.
"Le iniziative dedicate a San Giovanni Battista si inseriscono nel contesto della solennità del patrono della città e dell'Arcidiocesi di Genova e quest'anno assumono un significato particolare. Nel triduo di preparazione spirituale, guidato dai canonici della Cattedrale, metteremo in luce alcune caratteristiche del Santo Patrono, come la fedeltà alla missione ricevuta, la fermezza nella testimonianza e il suo autentico spirito missionario. Un percorso pensato per aiutare la città e la diocesi a prepararsi interiormente alla festa patronale», spiega Mons. Gianluigi Ganabano, Prefetto della Cattedrale di San Lorenzo. «L’esposizione delle reliquie rappresenta un momento dal forte valore simbolico e spirituale, che vuole aiutare a riscoprire il legame profondo della città e della Chiesa genovese con il suo Patrono".
Mercoledì 24 giugno, Solennità di San Giovanni Battista, patrono dell’Arcidiocesi e della Città, alle ore 10.30 il canto dell’Ora Terza all’altare del Santo Patrono e alle ore 10.45 la S. Messa solenne presieduta dal Card. Angelo Bagnasco nel 60° della sua ordinazione sacerdotale.
Alle ore 17 canto dei Vespri in onore di San Giovanni Battista, Discorso di Padre Marco Tasca, Arcivescovo di Genova, alla Città e alla Diocesi; processione con le reliquie del Santo fino al Porto Antico; benedizione al mare e alla città.
Le visite al Battistero e all’Arca del Santo Patrono
«Martedì 23 giugno i visitatori potranno ammirare il Battistero della Cattedrale e l’Arca del Patrono», commenta Mons. Ganabano. «L'iniziativa nasce per valorizzare il profondo legame tra arte, fede e storia. Il percorso che proponiamo partirà dal Battistero, luogo che richiama l'inizio della vita cristiana e il tema della conversione, centrale nella predicazione del Battista. I visitatori saranno poi accompagnati all'Arca del Santo Patrono, straordinaria opera d'arte che attraverso i suoi bassorilievi in oro e argento racconta episodi della vita di San Giovanni Battista e dei primi momenti della vita pubblica di Gesù». Partendo dal patrimonio artistico della Cattedrale, questo itinerario offre l'opportunità di riscoprire il significato spirituale della figura del Precursore e il messaggio evangelico che continua a trasmettere alla Chiesa e alla città di Genova.
L’Arca processionale
Custodita nel Museo del Tesoro della Cattedrale, l'Arca processionale per le ceneri di san Giovanni Battista (1438-1445) è una monumentale “châsse-reliquiario” che traspone in oreficeria le soluzioni architettoniche e decorative delle cattedrali d'oltralpe in stile Gotico Internazionale. Sorretta da quattro leoni accovacciati, la struttura (cm 88,8 x 129 x 80) si presenta ricca di contrafforti, finestrature ogivali fittamente traforate, pinnacoli e micro-sculture. Deliberata dal Doge e dal Consiglio degli Anziani nel maggio del 1438 con uno stanziamento iniziale di 500 lire, l'opera fu avviata dall'orafo ligure Teramo Danieli, a cui si attribuiscono il progetto generale e la realizzazione delle parti architettoniche. Nel 1441, per portare a compimento l'impresa, il governo genovese ingaggiò Simone Caldera di Andora, orafo attivo a Siena e portatore di un aggiornato savoir-faire appreso in vari contesti europei, con l'incarico aggiuntivo di insegnare la sua arte a Genova.
L'Arca si configura come un vero e proprio cantiere collettivo internazionale in cui coesistono diverse culture figurative europee. Il programma iconografico si articola in undici scene sbalzate dedicate alle Storie del Battista, sormontate da edicole a cuspide lavorate à jour, e intervallate da statuette di angeli musicanti, profeti e santi.
Ai quattro angoli si collocano le statue di San Lorenzo, San Giorgio e dei due Evangelisti, San Matteo e San Giovanni (i cui libri risultano invertiti a causa di un antico restauro).
Oltre alla regia generale di Teramo Danieli, gli storici distinguono la mano di Simone Caldera da quella di un maestro franco-fiammingo, autore degli angeli e delle prime scene agiografiche di gusto borgognone, e di un orafo lombardo, a cui si devono il Battesimo di Cristo e diverse figure di astanti. La forma monumentale e la sequenza narrativa dimostrano che l'Arca fu concepita per essere osservata a 360 gradi, girandovi intorno, in parallelo alla progettazione del nuovo altare del Battista poi affidato a Domenico Gagini.














