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Attualità | 18 giugno 2026, 13:14

Carne coltivata, Coldiretti Liguria: "Bene lo stop ai nomi ingannevoli, più tutele per agricoltori e allevatori"

Il voto del Parlamento europeo sulla riforma dell’Ocm introduce nuove regole sulle denominazioni dei prodotti alternativi e l’obbligo di contratti scritti lungo le filiere. Boeri: "Consumatori devono riconoscere subito ciò che acquistano". Rivarossa: "Passo avanti per riequilibrare i rapporti nella filiera".

Carne coltivata, Coldiretti Liguria: "Bene lo stop ai nomi ingannevoli, più tutele per agricoltori e allevatori"

Coldiretti Liguria accoglie con soddisfazione il voto del Parlamento europeo sulla riforma dell’Organizzazione Comune dei Mercati, l’Ocm, che introduce nuove misure a tutela della trasparenza verso i consumatori e del reddito delle imprese agricole.

Tra i punti principali della riforma c’è il divieto di utilizzare denominazioni come “carne”, “bistecca” e altri termini tradizionalmente legati ai prodotti zootecnici per alimenti ottenuti da colture cellulari o tessuti derivanti da animali, piante, microrganismi, funghi o alghe. È prevista anche una lista di denominazioni riservate, che non potranno essere utilizzate neppure da alcuni prodotti alternativi di origine vegetale.

Per Coldiretti Liguria si tratta di un passaggio importante per evitare confusione sugli scaffali e garantire ai cittadini informazioni più chiare al momento dell’acquisto.

“Si tratta di un risultato importante per garantire chiarezza e trasparenza ai consumatori, che devono poter riconoscere immediatamente ciò che acquistano senza il rischio di essere indotti in errore da denominazioni che appartengono alla nostra tradizione agricola e alimentare”, dichiara Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria. “Difendere il valore delle produzioni zootecniche significa anche tutelare il lavoro degli allevatori che, anche in Liguria, continuano a presidiare le aree interne e montane contribuendo alla salvaguardia del territorio e alla biodiversità”.

La riforma introduce inoltre l’obbligo dei contratti scritti lungo le filiere agroalimentari e il riconoscimento dei costi di produzione tra gli elementi da considerare nella determinazione dei prezzi. Un tema centrale per le aziende agricole, alle prese negli ultimi anni con l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e della manodopera.

“È un passo avanti fondamentale per riequilibrare i rapporti all’interno della filiera e contrastare pratiche commerciali che troppo spesso penalizzano gli agricoltori”, sottolinea Bruno Rivarossa, delegato confederale. “Anche nella nostra regione gli aumenti dei costi energetici, delle materie prime e della manodopera hanno inciso pesantemente sui bilanci aziendali. Per questo è essenziale che il valore generato dalle produzioni agricole venga distribuito in modo più equo e che agli imprenditori sia riconosciuta una remunerazione adeguata”.

Secondo Coldiretti Liguria, il voto dell’Europarlamento rappresenta quindi un segnale concreto a sostegno dell’agricoltura europea e delle produzioni di qualità, oltre che una base su cui proseguire il lavoro in vista della futura revisione dell’Ocm dopo il 2027.

“Occorre proseguire su questa strada”, concludono Boeri e Rivarossa, “rafforzando gli strumenti di gestione delle crisi e garantendo la sicurezza alimentare europea attraverso politiche che mettano al centro il lavoro degli agricoltori, la sovranità alimentare e la valorizzazione delle produzioni territoriali”.

Redazione

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