Dopo il duplice respingimento in sede cautelare, stavolta è il Tribunale di Genovaa rigettare integralmente in primo grado di giudizio il ricorso di ACM Delegate LLC (società riconducibile al gruppo A-Cap) sull’aumento di capitale che, nel dicembre 2024, aveva portato Dan Sucu a diventare il maggior azionista del Genoa.
Il collegio della V Sezione Civile chiude così, con una sentenza favorevole all’attuale proprietà del club più antico d’Italia, uno dei principali contenziosi legati al riassetto societario che ha portato all'ingresso dell'imprenditore romeno dopo la parentesi a stelle e strisce.
A darne notizia è stata la stessa società rossoblù attraverso una nota ufficiale, diffusa dopo la pubblicazione della sentenza, rimarcando che “tutte le argomentazioni, già respinte due volte in sede cautelare, sono state ora respinte nel merito dal Tribunale di Genova”. Un’espressione, quella odierna dei giudici, che conferma così la validità dell'operazione di rafforzamento patrimoniale del club, con l’aumento di capitale da 40 milioni di euro, la quale aveva consentito il passaggio del controllo della società a Passion for Green Capital.
Il gruppo A-Cap aveva contestato sotto diversi aspetti la legittimità di questo atto, come ricorda lo stesso club nel suo comunicato: mancata partecipazione all’assemblea di A-Cap, inesistenza, annullabilità o nullità della delibera a seguito di varie violazioni (illiceità dell’oggetto o della causa della delibera, illegittimità dell’esclusione del diritto di opzione, mancata informativa della convocazione dell’assemblea ad ACM, voto in assemblea da parte di 777 Genoa Holdings srl espresso in conflitto di interessi). Tesi, come detto secondo quanto evidenziato dal Genoa, già respinte nelle due precedenti fasi cautelari del procedimento.
Con una decisione articolata in oltre cinquanta pagine, il Tribunale ha dunque rigettato tutte le contestazioni anche nel giudizio di merito, accogliendo integralmente le argomentazioni difensive presentate dal club. La sentenza dispone inoltre la condanna di ACM al pagamento delle spese processuali.
La vicenda giudiziaria rappresentava uno dei fronti aperti dopo la crisi del gruppo 777 Partners e il successivo ingresso di Sucu nella governance rossoblù. Per il Vecchio Balordo questo pronunciamento consolida l’assetto societario definito dalla fine del 2024 in poi e conferma la piena validità dell’operazione che aveva segnato una svolta per la società di Villa Rostan dopo le turbolenze giudiziarie d’oltreoceano che avevano visto poco alla volta defilarsi dal calcio la holding di Miami.
Nella nota, il club ha infatti ribadito che la sentenza “ha accolto integralmente le argomentazioni espresse dal Genoa”, per il quale ora potrebbero aprirsi nuovi scenari. Non ha infatti mai fatto segreto, il presidente Sucu, di come eventuali grane giudiziarie di tale portata condizionassero eventualmente interlocuzioni con possibili soci. Non un annuncio di imminenti ingressi societari o di capitali, ma senz’altro un punto a una vicenda che permetterà all’attuale management e proprietà di operare senza un peso simile.














