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Attualità | 27 giugno 2026, 11:21

Genova aderisce alla quinta edizione del percorso “Progettare Cultura per il Territorio 2027”

L'iniziativa, promossa dall'impresa sociale e think tank Dialoghi d'Arte è sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell'ambito delle sue storiche linee guida per il lavoro culturale

Genova aderisce alla quinta edizione del percorso “Progettare Cultura per il Territorio 2027”

Coniugare la formazione professionale dei giovani e delle donne con la rigenerazione urbana e la partecipazione attiva dei cittadini. 
È questo l'obiettivo con cui la Giunta comunale ha approvato l'adesione del Comune di Genova, in qualità di partner istituzionale, alla quinta edizione del progetto "Progettare Cultura per il Territorio 2027". 
L'iniziativa, promossa dall'impresa sociale e think tank Dialoghi d'Arte è sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell'ambito delle sue storiche linee guida per il lavoro culturale. 
La delibera è nata dalla sinergia tra l'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola, l'assessore al Patrimonio e Decentramento Davide Patrone e l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari. «La cultura è un motore della rigenerazione sociale e urbana - ha detto Montanari - Aderire a Progettare Cultura per il Territorio 2027 significa dare ai giovani e alle donne gli strumenti concreti per diventare protagonisti del cambiamento, mettendo le loro competenze al servizio dei quartieri".
«La pianificazione urbanistica moderna non può prescindere da una visione integrata e immateriale dello spazio pubblico - sottolinea Coppola -. Con questo progetto portiamo la progettazione culturale dentro i processi di trasformazione fisica della città, applicando concretamente il modello della "Città dei 15 minuti". Non parliamo solo di ridisegnare aree urbane, ma di innestare funzioni vitali e servizi di prossimità che rispondano ai bisogni reali dei quartieri".
«Valorizzare il patrimonio pubblico significa restituirgli una funzione sociale ed economica centrale, soprattutto nelle aree meno centrali - ha detto Patrone -. Attraverso il decentramento e l'ascolto dei territori, vogliamo che i beni comuni diventino hub di innovazione sociale". 

Redazione La Voce di Genova

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