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Attualità | 29 giugno 2026, 18:00

Comune di Genova, prosegue lo stato di agitazione dei dipendenti: Salis convoca i sindacati a Tursi

Dopo l’incontro in Prefettura, le risposte dell’amministrazione sono state giudicate “insoddisfacenti e insufficienti” da RSU e organizzazioni sindacali. Domani alle 9 nuovo confronto con la sindaca

Comune di Genova, prosegue lo stato di agitazione dei dipendenti: Salis convoca i sindacati a Tursi

Prosegue lo stato di agitazione del personale del Comune di Genova. Si è chiuso senza un accordo, infatti, l’incontro convocato oggi in Prefettura nell’ambito della procedura di raffreddamento aperta dopo la proclamazione della mobilitazione da parte delle rappresentanze sindacali.

Al tavolo, secondo quanto riferito dai sindacati, non era presente la sindaca Silvia Salis. Per l’amministrazione hanno partecipato il vicesindaco Alessandro Terrile, l’assessora al Personale Rita Bruzzone, il direttore generale Pasquale Criscuolo e una delegazione dirigenziale. Per la parte sindacale erano invece presenti la RSU del Comune di Genova e i rappresentanti di FP Cgil, Cisl FP Liguria, Uil FPL, Cse-Diccap e Usb P.I.

Al termine del confronto, le organizzazioni sindacali hanno valutato all’unanimità le risposte fornite dall’amministrazione “insoddisfacenti e insufficienti” a superare le criticità sollevate. Da qui la decisione di confermare lo stato di agitazione.

A seguito della decisione dei sindacati, la sindaca Salis ha convocato un nuovo tavolo di confronto istituzionale. L’incontro con le organizzazioni sindacali e con la rappresentanza sindacale unitaria dell’area non dirigenza si terrà domani mattina alle 9 a Palazzo Tursi-Albini, alla presenza della stessa sindaca.

L’amministrazione comunale ribadisce la propria massima attenzione verso le istanze dei lavoratori e la volontà di proseguire un dialogo diretto e costruttivo, con l’obiettivo di affrontare e superare al più presto le criticità sollevate

Uno dei nodi principali riguarda il personale. Secondo i sindacati, l’amministrazione avrebbe confermato che non si procederà a una copertura totale del turnover. Resta quindi la previsione di un calo complessivo dell’organico pari a circa 570 unità entro il 2028, nonostante l’anticipazione al 2026 di alcune assunzioni inizialmente programmate per il 2027. Una riduzione che, denunciano le sigle, continuerà a pesare sul personale attualmente in servizio e sulla tenuta dei servizi comunali.

Altro tema emerso riguarda la distribuzione della dirigenza. I dati presentati al tavolo, riferiscono le rappresentanze sindacali, confermerebbero un rafforzamento dell’area dirigenziale: nel 2025 sono previste 4 uscite e 6 ingressi, nel 2026 5 uscite e 10 ingressi, nel 2027 una sola uscita e 6 ingressi. A fronte di questo consolidamento dell’area apicale, i sindacati segnalano però una forte asimmetria nella distribuzione dei dirigenti tra i diversi settori dell’ente.

In particolare, servizi ad alta densità di personale e a diretto contatto con l’utenza, come la Polizia Locale, con circa mille dipendenti, e i Servizi Educativi, con circa 1.200 dipendenti, disporrebbero complessivamente di soli tre dirigenti. I restanti 75 dirigenti sarebbero invece distribuiti sui rimanenti 2.600 dipendenti.

Resta aperto anche il capitolo delle esternalizzazioni. Le sigle giudicano positivamente l’apertura dell’amministrazione verso un protocollo di garanzia salariale per il personale degli appalti e delle partecipate, ma rilevano una diversa visione strategica sulla gestione dei servizi. Secondo i sindacati, l’ente avrebbe indicato l’affidamento esterno come possibile unica soluzione per far fronte alla carenza di risorse interne, senza però prendere in considerazione le proposte avanzate più volte dalle organizzazioni sindacali.

Il confronto, proseguono le rappresentanze dei lavoratori, avrebbe evidenziato anche la mancanza di risposte concrete su diversi capitoli: servizi civici e amministrativi, servizi sociali, settori tecnici, servizi turistici, sicurezza, benessere organizzativo e banca delle ore.

Risposte giudicate solo parziali sarebbero arrivate su Polizia Locale e Servizi Educativi, dove le posizioni restano distanti. Tra i punti contestati ci sono la mancata riorganizzazione del corpo e il mancato ritiro della determina relativa all’assegnazione del sostegno scolastico. Sul tema del microclima negli uffici, invece, le misure indicate dall’ente, tra condizionatori portatili e installazioni parziali di split, vengono considerate interventi d’emergenza. I sindacati chiedono un cronoprogramma certo e scritto per la messa a norma degli ambienti di lavoro.

Particolarmente critico anche il passaggio sulle relazioni sindacali. “Sul delicatissimo tema delle relazioni sindacali abbiamo assistito a un paradosso - scrivono le rappresentanze sindacali -: da parte della delegazione datoriale c’è stata una formale ammissione di colpa, arrivando a riconoscere la mancata applicazione delle corrette e contrattuali relazioni sindacali”.

Da qui la richiesta di “un cambio radicale di rotta” che rimetta al centro la contrattazione e il confronto preventivo, superando quella che i sindacati definiscono la prassi delle informative a decisioni già prese. Le sigle chiedono inoltre l’istituzione di tavoli permanenti per mappare i problemi e pianificare soluzioni strutturali.

“Riteniamo che le politiche del personale e la qualità dei servizi erogati alla cittadinanza debbano procedere di pari passo e non essere considerate variabili secondarie di bilancio - concludono le rappresentanze sindacali del Comune di Genova -. Il percorso di riorganizzazione dei prossimi mesi dovrà basarsi su risposte concrete, dati certi e una visione condivisa dell’ente. Fino a quando non si definiranno soluzioni strutturali, la mobilitazione proseguirà”.

Redazione

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