Cinquanta famiglie potranno trovare una sistemazione in alloggi di edilizia popolare attraverso la formula dell’auto recupero. È il risultato dell’accordo firmato nei giorni scorsi tra Sunia, Sicet, Uniat e il Comune di Genova, che definisce le modalità di assegnazione degli appartamenti e i requisiti necessari per accedere alla misura.
La novità principale riguarda i costi per l’adeguamento degli impianti: per la prima volta, infatti, non sarà più necessario il versamento anticipato di una somma da parte degli assegnatari. Le spese saranno invece sostenute da Arte, alleggerendo così il carico economico sulle famiglie in difficoltà.
“Il tavolo aperto con Arte e Comune sta funzionando e questo dimostra come attraverso il confronto si possano trovare soluzioni e strade alternative che consentano a famiglie in difficoltà di trovare una adeguata sistemazione. Non a caso queste assegnazioni sono in aumento”, dichiarano da Sunia, Sicet e Uniat.
L’auto recupero, proposta dalle organizzazioni degli inquilini sull’esempio di altri Comuni italiani, consente agli assegnatari di occuparsi direttamente di piccoli interventi di ristrutturazione migliorativa, mentre resta garantita da Arte la messa a norma degli impianti.
Il ricorso a questa formula è in crescita: nel 2024 gli alloggi assegnati in auto recupero erano stati 30, saliti a 40 nel 2025 e ora a 50 per il 2026. Numeri che si inseriscono in un quadro ancora complesso: nel 2025 erano 2.331 i nuclei idonei presenti nella graduatoria provvisoria per l’accesso alla casa popolare.
Per i sindacati degli inquilini, l’accordo rappresenta quindi un passo concreto per aumentare le risposte all’emergenza abitativa, ampliando le possibilità di assegnazione e rendendo più sostenibile l’accesso agli alloggi per le famiglie che attendono una casa.














