Sessantasei anni dopo il 30 giugno 1960, Genova torna a ricordare una delle giornate simbolo della sua storia democratica e antifascista. Oggi, martedì 30 giugno, sono in programma due manifestazioni in città: quella promossa da Cgil e Anpi Genova, nel pomeriggio tra via XX Settembre e piazza De Ferrari, e il corteo cittadino convocato da Genova Antifascista, con partenza alle 18 dalla Stazione Marittima.
Il riferimento storico è alla sollevazione popolare contro la decisione di far svolgere il congresso del Movimento Sociale Italiano all’allora Teatro Margherita di via XX Settembre. A pochi anni dalla fine della guerra e della Resistenza, in una città ancora profondamente segnata dalle violenze nazifasciste e dal rastrellamento degli operai del ponente nel 1944, la protesta portò allo sciopero generale proclamato dalla Cgil. La mobilitazione genovese si allargò poi ad altre città italiane e contribuì alla caduta del Governo Tambroni, sostenuto dal Msi.
Per ricordare quei fatti, Cgil e Anpi organizzano la manifestazione “30 Giugno 1960 - 30 Giugno 2026: Genova non dimentica”. L’appuntamento è fissato alle 16.45 sotto il Ponte Monumentale, in via XX Settembre. La scelta del luogo di concentramento, spiegano gli organizzatori, è legata anche alle condizioni climatiche e al caldo intenso di questi giorni, con il bollino rosso in vigore sulla città.
La cerimonia si aprirà con la deposizione delle corone in omaggio ai 1.863 caduti partigiani e ai 2.250 deportati morti nei campi di concentramento. A seguire partirà il corteo verso piazza De Ferrari, lato Palazzo Ducale, dove sono previsti gli interventi di Igor Magni, segretario generale della Camera del Lavoro di Genova, della sindaca Silvia Salis e di Massimo Bisca, presidente di Anpi Genova. Le conclusioni saranno affidate a Francesca Re David, segretaria della Cgil nazionale. A coordinare gli interventi sarà Francesca Parodi, rsa Filt Cgil di Amt.
Al termine delle orazioni saranno deposte altre due corone in largo Pertini: una davanti alla lapide di Sandro Pertini e una davanti a quella di Fulvio Cerofolini.
“Quella mobilitazione portò alla caduta del governo appoggiato dal Movimento Sociale, erede diretto del partito fascista, e fu una grande vittoria del Paese e del mondo del lavoro”, scrivono Cgil e Anpi nella nota diffusa alla vigilia dell’appuntamento. L’obiettivo, spiegano, è quello di “rendere omaggio” a quella pagina di storia e “riaffermare i valori della Costituzione”.
Sempre oggi, ma con partenza alle 18 dalla Stazione Marittima, tornerà in piazza anche Genova Antifascista con il tradizionale corteo cittadino del 30 giugno. Il collettivo lega l’anniversario del 1960 alle vertenze e ai conflitti del presente, richiamando nel manifesto di convocazione i temi della guerra, delle morti sul lavoro, dei decreti sicurezza e della militarizzazione delle città.
“È stato un anno lungo, un anno che ha segnato un cambio di passo, ma che ci ha anche costretti a vedere il mondo per come sta andando”, scrive Genova Antifascista, denunciando “un terribile genocidio, un’interminabile guerra tra poveri e una devastante guerra contro i poveri”.
Nel testo di chiamata alla mobilitazione il collettivo rivendica il valore della piazza e dell’organizzazione collettiva: “Da tutto questo non ci siamo fatti spegnere, ci siamo fatti più forti e più determinati”. Il riferimento è alle mobilitazioni degli ultimi mesi e alla capacità, secondo Genova Antifascista, di dimostrare “quanta forza hanno le masse quando si mobilitano”.
Al centro del corteo resta il filo della memoria, definita “memoria di classe” e collegata direttamente alla Resistenza e alla giornata del 30 giugno 1960, quando “l’unità di popolo ha parlato, ha agito e ha fatto tremare le poltrone di un governo fascista”. Da qui la scelta di tornare ogni anno nelle strade della città per ricordare quella pagina e attualizzarne il significato.














