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Attualità | 01 luglio 2026, 13:51

Caporalato nel cantiere della Diga, incontro tra sindacati e stazione appaltante: “A pagare non siano i lavoratori”

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono tutele immediate per chi ha denunciato lo sfruttamento nel cantiere: "Ricollocazione, controlli rafforzati, mediatore culturale, presidio medico e saletta sindacale"

Caporalato nel cantiere della Diga, incontro tra sindacati e stazione appaltante: “A pagare non siano i lavoratori”

Dopo l’inchiesta sul presunto caporalato nel porto di Vado Ligure, i sindacati chiedono che a pagare non siano i lavoratori. Si è svolto oggi, mercoledì 1 luglio, l’incontro tra i rappresentanti di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e la stazione appaltante per la costruzione della Diga foranea del porto di Genova, il consorzio Breakwater.

Al centro del confronto le vicende di sfruttamento e caporalato che hanno coinvolto parte delle maestranze impiegate negli appalti presenti nel porto di Vado Ligure, dove vengono realizzati i cassoni destinati alla nuova Diga foranea di Genova.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto prima di tutto la ricollocazione immediata del personale che ha denunciato quanto stava accadendo. Una richiesta che riguarda, in particolare, i lavoratori rimasti esposti dopo aver contribuito a far emergere la vicenda.

Accanto a questo, Feneal, Filca e Fillea hanno sollecitato anche una soluzione per tutto il personale rimasto senza lavoro e senza cassa integrazione, affinché le conseguenze dell’inchiesta e della situazione venutasi a creare non ricadano sulle maestranze.

Tra le richieste avanzate alla stazione appaltante ci sono poi l’attivazione di un corso di italiano per chi lavora in cantiere e, contestualmente, la presenza di un mediatore culturale. I sindacati chiedono inoltre, come già avviene in altri cantieri legati alle grandi opere, l’istituzione di un presidio medico.

Altro punto centrale riguarda il rafforzamento dei controlli: le sigle hanno chiesto il potenziamento delle verifiche di accesso ai cantieri e la predisposizione di una saletta sindacale, così da garantire un presidio stabile e riconoscibile per i lavoratori.

Infine, è stata sollecitata l’attivazione di quanto previsto dal decreto legislativo 81 in materia di rappresentanza sindacale sulla sicurezza di sito.

“Quanto sopra - spiegano Feneal Uil Liguria, Filca Cisl Liguria e Fillea Cgil Savona e Liguria - per garantire standard minimi lavorativi e sociali in uno dei principali cantieri pubblici del nostro Paese”.

Redazione

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