Il Municipio VIII Medio Levante dice ancora no alla targa in memoria dei fatti della scuola Diaz, teatro dell’irruzione delle forze dell’ordine durante il G8 di Genova del 2001. Le mozioni presentate dal consigliere municipale del Partito Democratico Pietro Sapori sono state bocciate oggi in Consiglio municipale dalla maggioranza di centrodestra.
Una decisione che ha provocato la dura reazione dello stesso Sapori e del consigliere comunale dem Edoardo Marangoni, che a gennaio aveva presentato e fatto approvare in Consiglio comunale una mozione analoga.
“Questa destra non sa fare i conti con la storia. La destra nega, vuole cancellare, prova a nascondere i crimini compiuti e accertati dalla giustizia alla Diaz durante il G8 del 2001”, attaccano Marangoni e Sapori.
“Ancora una volta in Municipio VIII Medio Levante la destra ha negato l’installazione di una targa alla memoria della irruzione di violenza delle forze dell’ordine alla scuola Diaz la notte del 21 luglio 2001 durante il G8 di Genova”, afferma Sapori, ricordando di aver depositato tre mozioni per chiedere l’apposizione della targa.
“La destra fa la destra: di cosa ci stupiamo?”, aggiunge Marangoni. “È infatti già la terza volta che proponiamo la targa e per la terza volta viene negata. Ma a essere negate sono le violenze e la storia”.
Secondo Sapori, “ancora più gravi sono state le motivazioni”, perché gli esponenti della maggioranza di centrodestra avrebbero liquidato la proposta sostenendo che offrisse una lettura della storia “a senso unico”.
“Sono motivazioni che lasciano sconcertati”, replicano i due consiglieri del Pd. “La storia non è un’opinione. La storia si fonda sui fatti. Non siamo di fronte a una ricostruzione ideologica, ma a una verità storica e giudiziaria”.
Marangoni e Sapori richiamano quindi le parole pronunciate negli anni sui fatti della Diaz: la definizione di Amnesty International, che parlò della “più grave sospensione dei diritti democratici dopo la seconda guerra mondiale”; la deposizione dell’allora vicequestore Michelangelo Fournier, che usò l’espressione “macelleria messicana”; e la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che qualificò come tortura l’operato della polizia alla Diaz.
“Per questo sorprende che le forze di centrodestra che governano le istituzioni preferiscano sottrarsi al dovere della memoria piuttosto che riconoscere una pagina dolorosa della nostra storia democratica”, proseguono Sapori e Marangoni. “Dire che quei fatti non vadano ricordati perché ‘troppo brutti’ significa confondere la memoria con la celebrazione. Nessuno celebra quella violenza. La si ricorda proprio perché non debba più accadere”.
Per i due esponenti dem, “una democrazia matura non teme la propria storia, nemmeno quando è scomoda. La affronta, la studia e ne fa patrimonio collettivo. Solo chi è capace di riconoscere gli errori delle istituzioni può rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni stesse”.
“Oggi, tutti i giorni, durante ogni anno scolastico, giovani studentesse e studenti entrano alla scuola Diaz ogni mattina per studiare anche storia”, sottolineano ancora Marangoni e Sapori. “Ed è singolare che la destra, solitamente così ancorata alla storia patria e locale, si ostini a negare, cancellare, nascondere una pagina, sebbene incomparabilmente buia, della storia moderna di Genova e del mondo”.
I due consiglieri annunciano infine una nuova iniziativa: sabato 11 luglio partirà proprio dalla scuola Diaz una passeggiata “sulle orme del G8”, per ribadire, spiegano, che “avevano ragione loro”, i giovani che nel 2001 arrivarono a Genova “a urlare al mondo” la fragilità della democrazia, la crisi della libertà di stampa e il rischio di nuove guerre.
“Noi allora o non c’eravamo o eravamo troppo giovani”, concludono Marangoni e Sapori, “eppure abbiamo appreso e vogliamo diffondere la lezione che i giovani di allora ci insegnarono e che ora dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni”.














