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Attualità | 08 luglio 2026, 18:32

Inclusione e lavoro per i detenuti: a Palazzo Tursi le proposte contro la recidiva della Consulta Carcere-Città

Focus in Commissione consiliare su formazione e progetti occupazionali. Tra le opzioni l'inserimento lavorativo a Staglieno in sinergia con i penitenziari di Marassi e Pontedecimo

Inclusione e lavoro per i detenuti: a Palazzo Tursi le proposte contro la recidiva della Consulta Carcere-Città

Rafforzare il legame tra il sistema penitenziario e il tessuto urbano attraverso il lavoro, la formazione professionale e percorsi strutturati di inclusione. È questo il fulcro della Commissione consiliare congiunta Welfare, Sviluppo economico e Pari opportunità che si è riunita questo pomeriggio a Palazzo Tursi, interamente dedicata alla Consulta Carcere-Città. L'organismo, istituito dall'Amministrazione comunale nel 2025, punta alla costruzione condivisa di una rete sociale contro la marginalità per favorire il reinserimento dei detenuti una volta scontata la pena.

Dopo la seduta di aprile focalizzata sulla presentazione della nuova governance, il confronto odierno ha affrontato nello specifico gli strumenti operativi per l'integrazione socio-lavorativa.

Nel corso della commissione è intervenuto l'assessore a Lavoro, Servizi civici e Diritto di cittadinanza Emilio Robotti, il quale ha ricordato le attività portate avanti dall’Amministrazione nel primo anno di mandato nell’ambito del Tavolo comunale del lavoro. Robotti ha definito tale spazio "uno strumento strategico per garantire partecipazione, ascolto e confronto sulle politiche del lavoro cittadine", nonché "un importante momento di connessione tra politiche del lavoro, coinvolgimento del sistema produttivo e inclusione sociale".

L'assessore ha inoltre preannunciato un imminente rinnovamento delle modalità operative del Tavolo con il coinvolgimento diretto di sindacati e associazioni di categoria "per costruire strumenti di lavoro più vicini alle esigenze del territorio". In questo contesto, Robotti ha evidenziato l'esito positivo dei primi dialoghi con la Casa Circondariale di Pontedecimo per l’attivazione di percorsi di formazione e inserimento socio-lavorativo nel Cimitero Monumentale di Staglieno: "Una possibilità che, insieme all’assessora Lodi, abbiamo valutato molto positivamente, mediante il ricorso al cosiddetto “articolo 21”, ferma restando la necessità, da parte dell’amministrazione penitenziaria, di riorganizzare i propri servizi ed attività, e senza dimenticare le esigenze di formazione specifiche che ricadrebbero sui dipendenti comunali che prestano servizio all’interno del Cimitero Monumentale".

L'assessore ha tuttavia evidenziato alcune complessità logistiche legate alla distanza geografica, proponendo un'estensione del progetto: "Un’ulteriore difficoltà - ha precisato Robotti - sarebbe rappresentata dalla distanza, non indifferente, che separa Pontedecimo da Staglieno ecco perché è nostra intenzione portare avanti questa proposta di “buona pratica” anche con la Casa Circondariale di Marassi, con cui i rapporti interistituzionali sono altrettanto buoni e che evidentemente, per ragioni prettamente logistiche, sarebbe perfetta per un’iniziativa di questo tipo".

Successivamente ha preso la parola l’assessora a Welfare e Servizi sociali Cristina Lodi, che ha illustrato l'articolazione della Consulta Carcere-Città, suddivisa in sei sottotavoli tematici volti a esaminare i molteplici aspetti legati al reinserimento dei detenuti. Lodi ha ripercorso le tappe del lavoro svolto e ha delineato la programmazione dei prossimi mesi: "Dopo il tavolo sul lavoro dello scorso 11 marzo in cui abbiamo avviato l’approfondimento sui percorsi di formazione e inclusione socio-lavorativa e la presentazione, ad aprile, della Consulta, il 22 giugno abbiamo riunito il tavolo sull’assistenza sanitaria per trattare i temi, fondamentali, dell’accesso alle cure e alla continuità assistenziale per detenute e detenuti. Il 10 luglio si terrà il tavolo su diritti civili e anagrafe, mentre a settembre sarà la volta del tavolo sulla collocazione abitativa. Quindi, a ottobre e dicembre si riuniranno i tavoli dedicati rispettivamente alla tutela di donne e minori, e alla sicurezza, con all’ordine del giorno l’approfondimento dei legami tra la comunità urbana, le esigenze di sicurezza e reinserimento sociale di chi si ritrova a vivere un’esperienza di detenzione. Ogni tavolo vedrà la presenza dell’assessore o degli assessori competenti".

L’assessora Lodi ha rimarcato l'importanza cruciale "di abbattere il fenomeno della recidiva, particolarmente frequente per certe tipologie di reati". Per raggiungere questo traguardo, ha spiegato la necessità di strutturare un sistema di accoglienza prima della scarcerazione, coordinando diversi strumenti comunali e territoriali: "Per farlo occorre mettere in campo un sistema di accoglienza strutturata prima che la persona esca dal carcere, attraverso il rafforzamento e la sinergia tra strumenti come l’Ucil (Ufficio coordinamento inserimenti lavorativi del Comune di Genova), il progetto StarTappe, il nuovo Centro per la giustizia riparativa inaugurato a giugno e l’housing, su cui lavoreremo con l’assessore Patrone. Infatti, il diritto di accedere al mondo del lavoro deve andare necessariamente di pari passo con il diritto di accesso ad una soluzione abitativa".

L'Amministrazione comunale intende dunque "riprendere l’esperienza positiva, risalente ormai a tanti anni fa, dei percorsi di reinserimento socio-lavorativo di detenute e detenuti nelle Case Circondariali di Marassi e Pontecimo", senza escludere il loro possibile coinvolgimento in servizi alternativi a quelli cimiteriali.

A chiusura della commissione, Lodi e Robotti hanno espresso il proprio ringraziamento alle realtà partner, ricordando il primato nazionale della città in questo campo: "Ringraziamo tutte le realtà che ci affiancano nella Consulta Carcere-Città: un organismo di cui Genova, ricordiamo, è stata la prima città italiana a dotarsi con la finalità di riconoscere la giusta attenzione alla popolazione carceraria attraverso la promozione, mediante un lavoro condiviso con il territorio, di percorsi di inclusione, responsabilizzazione e reinserimento. Detenute e detenuti sono soggetti vulnerabili a cui va riconosciuto il diritto fondamentale di riprendersi la propria vita e di costruire il proprio futuro a Genova, in linea con i princìpi di reinserimento e rieducazione della pena riconosciuti dalla nostra Costituzione".

Redazione


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