Una delegazione della Camera Penale Regionale Ligure ha visitato questa mattina il carcere di Marassi nell’ambito di “Ristretti in agosto”, l’iniziativa promossa a livello nazionale dall’Unione delle Camere Penali Italiane per riportare l’attenzione sulle condizioni degli istituti penitenziari e sui diritti delle persone detenute.
A guidare la delegazione è stato il presidente della Camera Penale ligure Nicola Scodnik. Alla visita hanno preso parte anche il magistrato Roberto Cascini, in rappresentanza del Tribunale di Genova, e il sostituto procuratore Marcello Maresca, per la Procura.
L’iniziativa, riproposta ogni anno durante il periodo estivo, punta a sollecitare politica, magistratura e mezzi di informazione affinché vengano messe in campo misure capaci di riportare il sistema penitenziario “dentro i confini della legalità costituzionale” e di garantire la tutela della dignità dei detenuti.
Al centro della visita le condizioni del carcere genovese, a partire dal problema del sovraffollamento.
“Il carcere di Marassi è una struttura ottocentesca che ospita un numero di detenuti notevolmente più alto rispetto alla capienza regolamentare”, ricorda Scodnik, sottolineando come oltre la metà della popolazione detenuta sia composta da cittadini stranieri.
All’interno dell’istituto è inoltre presente un centro clinico che rappresenta un punto di riferimento per l’intera popolazione penitenziaria del distretto ligure, che comprende altre sei strutture carcerarie.
Secondo il presidente della Camera Penale, Marassi si presenta come un istituto “del tutto inadeguato a dare risposte in termini di pieno rispetto dei diritti dei detenuti”, che si trovano a vivere, nella maggior parte dei casi, in condizioni “poco decorose”.
Una situazione che, viene sottolineato, permane nonostante “i notevoli sforzi posti in essere dal personale amministrativo e dagli operanti della polizia penitenziaria”. Personale che deve però fare i conti con risorse economiche e mezzi limitati, cercando comunque di garantire ai detenuti condizioni dignitose durante il percorso carcerario.














