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Attualità | 21 agosto 2026, 08:24

Bike sharing a Genova, l’assessore Robotti: “A luglio centomila noleggi, un successo inaspettato”

Ma rimangono le criticità legate alla sosta delle biciclette. “Occorre promuovere una più diffusa cultura della condivisione dello spazio urbano e della convivenza tra le diverse modalità di trasporto”

Il servizio di bike sharing sempre più richiesto a Genova

Il servizio di bike sharing sempre più richiesto a Genova

I numeri del bike sharing a Genova sono altamente positivi, ma rimane il tema della gestione dei mezzi e del loro parcheggio, che è decisamente da migliorare (leggi qui). Ne è ben consapevole l’assessore comunale alla MobilitàEmilio Robotti“Negli ultimi quattro mesi - racconta il rappresentante della Giunta Salis - con cinque operatori attivi sul territorio comunale, sono stati percorsi oltre settecentomila chilometri e, nel solo mese di luglio, si è arrivati a sfiorare i centomila noleggi. La flotta supera oggi le duemila biciclette e ciascun mezzo viene utilizzato mediamente quattro o cinque volte al giorno”. 

Quindi, a dire di Robotti, “si tratta di numeri che confermano come il bike sharing risponda a una domanda reale e diffusa di mobilità sostenibile a Genova. La fase sperimentale avviata dall’Amministrazione ha consentito di acquisire informazioni preziose sui flussi di spostamento, sulle direttrici maggiormente utilizzate e sulle potenzialità di questo servizio, evidenziando un successo superiore alle aspettative iniziali. Tutto ciò avviene senza costi diretti per il bilancio comunale e mette a disposizione dei cittadini una flotta moderna, costantemente manutenuta e tecnologicamente avanzata”.

Questi gli aspetti positivi, poi Robotti osserva: “La mobilità condivisa rappresenta una grande opportunità per Genova, ma può essere un reale valore aggiunto per la comunità soltanto se si integra in modo armonioso con la città e con le esigenze di tutti i cittadini, a partire dalla sicurezza e dall’accessibilità degli spazi pedonali. Ci tengo comunque a precisare che il servizio di bike sharing non è stato ampliato in assenza di regole o senza adeguati strumenti di controllo”. 

In primo luogo, illustra Robotti, “le biciclette condivise sono a tutti gli effetti veicoli e, come tali, soggette alle disposizioni del Codice della Strada. Le soste irregolari e le altre violazioni vengono quindi gestite attraverso gli ordinari strumenti previsti dall’ordinamento, al pari di quanto avviene per qualsiasi altro veicolo come moto e auto. A ciò si aggiunge però una disciplina specifica introdotta dall’Amministrazione attraverso gli atti d’obbligo sottoscritti dagli operatori autorizzati. Proprio per rispondere alle criticità che possono emergere nell’utilizzo del servizio, nel marzo scorso è stato infatti adottato un importante provvedimento che ha introdotto regole più stringenti e vincolanti, superando di fatto il modello del ‘free floating’ puro e orientando il servizio verso una gestione più strutturata e controllata”.

L’Amministrazione ha definito “una mappa dedicata per il posizionamento degli stalli e delle aree di sosta. Nel Centro Storico la conclusione del noleggio è consentita esclusivamente nei punti prestabiliti, grazie a sistemi di geofencing che impediscono la chiusura della corsa al di fuori delle aree autorizzate. Nel resto della città la sosta è consentita negli spazi dedicati o a margine della carreggiata, ove consentito, ma con un principio inderogabile: deve essere sempre garantito uno spazio libero per il transito pedonale di almeno 1,5 metri. Sono inoltre previsti obblighi specifici a carico degli operatori per la redistribuzione dei mezzi. Le biciclette che rimangono inutilizzate per oltre 72 ore nelle aree a bassa rotazione devono essere riposizionate nelle zone a maggiore domanda. Nei casi di grave intralcio, come l’occupazione di scivoli per persone con disabilità, attraversamenti pedonali o passi carrabili, gli operatori sono tenuti a intervenire per la rimozione entro tre ore dalla segnalazione”.

Secondo Robotti, “le regole esistono, vengono applicate e vengono costantemente aggiornate sulla base dell’esperienza maturata. Ma crediamo che sia necessario promuovere una più diffusa cultura della condivisione dello spazio urbano e della convivenza tra le diverse modalità di trasporto. Le strade e gli spazi pubblici appartengono a tutti gli utenti legittimati a utilizzarli e una città moderna deve saper favorire un equilibrio tra mobilità pedonale, trasporto pubblico, biciclette, motocicli e automobili, senza creare gerarchie improprie. L’Amministrazione continuerà quindi a monitorare attentamente l’evoluzione del servizio, introducendo tutti i correttivi che l’esperienza e i dati renderanno opportuno adottare, nella convinzione che il bike sharing rappresenti, oggi anche a Genova, una componente importante delle politiche di mobilità sostenibile e un’opportunità concreta per rendere gli spostamenti urbani più efficienti, accessibili e compatibili con le esigenze future della nostra città”.

Alberto Bruzzone

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