Dopo l’incontro con la Sindaca Salis, al quale erano presenti anche gli assessori Coppola e Patrone, AMA esprime soddisfazione per un confronto che è stato pienamente in linea con le aspettative, confermando l’importanza di un dialogo concreto sulle criticità e sulle prospettive del Centro Storico.
Luca Curtaz, presidente di AMA - Abitanti della Maddalena, ribadisce la necessità di una Cabina di Regia, per superare la frammentazione degli interventi e affrontare in modo unitario spopolamento, disagio sociale, degrado, sicurezza e crisi del commercio.
L’associazione saluta con favore lo sforzo, sia politico sia tecnico, di dare concretezza al coordinamento della Cabina di Regia, con l’obiettivo di restituire un ruolo centrale e competenze al Municipio Centro Est, anche attraverso lo strumento del Forum Permanente, quale luogo di confronto e partecipazione tra istituzioni, associazioni, realtà del territorio, operatori economici e residenti.
La priorità deve essere tornare ad abitare il Centro Storico, creando condizioni concrete per giovani, studenti, lavoratori e famiglie: politiche per la casa, recupero degli immobili vuoti, servizi di prossimità, sostegno al commercio e presidi sociali ed educativi.
“Non chiediamo soltanto nuovi interventi, ma un nuovo metodo di governo – sottolinea Andrea Piccardo, Segretario di AMA –. La sicurezza deve andare di pari passo con la rigenerazione urbana e le politiche sociali. Servono obiettivi chiari, risorse, tempi definiti e una verifica dei risultati”.
AMA conferma la propria disponibilità a contribuire con esperienza, conoscenza del territorio e capacità di proposta, per costruire una strategia condivisa e restituire al Centro Storico una comunità viva, abitata e sicura.
“Siamo stati per tanti anni attivatori di processi partecipati nella Maddalena, processi che spesso sono diventati spunti e occasioni per progetti sviluppati in altre parti del Centro Storico e della città – conclude il presidente Luca Curtaz –. Non abbiamo mai avuto l’esigenza di rivendicare la proprietà dei pensieri o delle azioni e abbiamo sempre sperato, e continuiamo a farlo, di poter cedere il passo a nuove menti, a nuove energie e a nuovi visionari. Ci piacerebbe poterci godere le trasformazioni e le loro ricadute anche da spettatori e fruitori, in un’ottica di alternanza e senza modalità predatorie. Perché il Centro Storico non appartiene a qualcuno: è di tutte e di tutti”.














