Riconoscere i segnali della violenza prima che diventino emergenza, intervenire quando una situazione viene segnalata e costruire attorno alle persone coinvolte una rete capace di proteggerle. È lungo queste tre direttrici che si sviluppa il lavoro del Nucleo Fasce Deboli della Polizia Locale di Genova, al centro oggi di una commissione consiliare a Palazzo Tursi. Un'attività che nel 2025 ha portato a trattare 328 pratiche di Codice Rosso e che, dal 1° gennaio al 17 settembre 2026, ne ha già affrontate 252.
Il Nucleo, nato nel 2022 su impulso della Procura della Repubblica di Genova, è specializzato nelle situazioni di violenza domestica e di genere, maltrattamenti, stalking e abusi ai danni di minori, anziani e persone fragili. Un lavoro che richiede competenze investigative specifiche, formazione continua e particolare attenzione nella gestione di vicende spesso segnate da reiterazione delle condotte, recidività e contesti familiari multiproblematici.
"Il valore del Nucleo Fasce Deboli sta innanzitutto nella qualità delle persone che ne fanno parte – dichiara l’assessora alla Sicurezza e Polizia Locale del Comune di Genova, Arianna Viscogliosi – perché affrontare situazioni di violenza, maltrattamento e vulnerabilità richiede una preparazione specifica, continuamente aggiornata, oltre a grande sensibilità e all'esperienza maturata sul campo, attenzione e capacità di comprendere dinamiche spesso molto complesse. Ma la specializzazione degli operatori acquista ancora più valore quando si inserisce in un lavoro condiviso con l’Autorità Giudiziaria, i servizi sociali e sanitari, i centri antiviolenza e le altre Forze di Polizia. Allo stesso tempo, dobbiamo agire prima che la violenza si manifesti nelle sue forme più gravi. Per questo considero fondamentale il lavoro nelle scuole. È indispensabile educare al rispetto, aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere i segnali di controllo e prevaricazione, spiegare quali sono gli strumenti per chiedere aiuto significa costruire consapevolezza e prevenire. La sicurezza, in questo ambito, passa anche dalla capacità di formare una generazione più attenta e consapevole nelle relazioni".
I numeri raccontano un'attività in costante evoluzione. Le pratiche di Codice Rosso sono passate dalle 306 del 2024 alle 328 del 2025, con un aumento di 22 procedimenti, pari al 7,2 per cento. Al 17 settembre 2026 sono già 252: il 76,8 per cento del totale raggiunto nell'intero 2025 e l'82,4 per cento di quello registrato nel 2024. Sul fronte delle misure cautelari, nel 2025 ne sono state eseguite 10, mentre sono 9 quelle registrate nei primi otto mesi e mezzo del 2026.
Dietro i dati ci sono situazioni che richiedono interventi coordinati e tempestivi. Per questo il Nucleo opera all'interno di una rete che coinvolge Autorità Giudiziaria, servizi sociali e sanitari, pronto intervento sociale, centri Antiviolenza, altre Forze dell’Ordine e analoghi nuclei di polizie locali attive in altre città. La collaborazione tra i diversi soggetti permette di affiancare all'attività investigativa le misure di protezione, assistenza e accompagnamento necessarie nei singoli casi, fino all'eventuale collocamento della persona offesa in una struttura protetta e all'attivazione delle misure cautelari previste dall'ordinamento.
Ma la tutela non può esaurirsi nella gestione dell'emergenza. È su questo terreno che si sta rafforzando il lavoro di prevenzione, con un'attenzione particolare alle nuove generazioni. Nel giugno 2026 il Comune di Genova, attraverso la Polizia Locale e il Nucleo Fasce Deboli, ha sottoscritto un protocollo con i centri antiviolenza del territorio per portare nelle scuole secondarie di secondo grado interventi congiunti di sensibilizzazione. Al centro ci sono il rispetto, la parità e la capacità di riconoscere fin dalle prime manifestazioni le dinamiche di controllo, prevaricazione e violenza. Gli incontri affrontano sia gli aspetti relazionali e psicologici sia quelli giuridici, con l'obiettivo di offrire alle ragazze e ai ragazzi strumenti concreti per leggere le situazioni, conoscere i propri diritti e sapere a chi rivolgersi per chiedere aiuto. L'educazione diventa così una componente della sicurezza: non soltanto una risposta quando la violenza si è già manifestata, ma un investimento sulla capacità di riconoscerla e contrastarla prima che assuma forme più gravi. Un approccio che porta l'esperienza maturata dagli operatori del Nucleo anche fuori dagli ambiti investigativi e di tutela, trasformandola in occasione di consapevolezza e prevenzione.
Nella stessa prospettiva si colloca la partecipazione del Nucleo agli incontri promossi dal Municipio I Centro Est nell'ambito del progetto europeo "Safe in Town", dedicato al rafforzamento della protezione e alla promozione del benessere dell'infanzia e dell'adolescenza.
Alla commissione hanno partecipato, oltre all'assessora alla Sicurezza e Polizia Locale, Arianna Viscogliosi; il comandante della Polizia Locale di Genova, Fabio Manzo; Manuela Caccioni del Centro Antiviolenza Mascherona, Alessandra Montanini del Centro per Non Subire Violenza e Paola Olivieri, consigliera alle Pari Opportunità del Municipio I Centro Est.














