Il Coordinamento dei Comitati del Ponente risponde al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli, che aveva lasciato intendere che i comitati stessi avessero chiesto la chiusura del porto durante l’incontro del 16 settembre.
Una ricostruzione che i comitati definiscono “totalmente inesatta”. Il Coordinamento chiarisce che non è mai stata avanzata – né esplicitamente né in modo indiretto – alcuna richiesta di chiudere lo scalo genovese. La posizione espressa durante il confronto, spiegano, riguarda la contrarietà a nuovi riempimenti e nuove espansioni a mare davanti al Ponente, insieme alla richiesta di garanzie concrete su salute, impatti ambientali, acustici e visivi, opere di mitigazione e rispetto dei quartieri che da decenni convivono con infrastrutture portuali, ferroviarie e autostradali.
Il Coordinamento ribadisce inoltre di essere perfettamente consapevole del ruolo economico e occupazionale del porto di Genova, e proprio per questo chiede un confronto “serio, basato sui progetti e sui dati”, sulle conseguenze che le scelte del nuovo PRP potranno avere sui territori.
"Chiedere che il porto si sviluppi rispettando il territorio non significa chiedere di chiuderlo. Le nostre posizioni devono essere riportate per ciò che sono. Diversamente, valuteremo azioni a tutela della nostra credibilità".














