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Attualità | 23 settembre 2026, 08:35

La Rotonda di Quinto verso il TAR: ricorso all'unanimità per salvare mezzo secolo di storia

L'assemblea del centro anziani vota l'impugnativa contro l'assegnazione del Municipio Levante. Anna Degl'Innocenti eletta alla guida dell'associazione, mentre Pietro Pastorino assume il ruolo di portavoce. Parallelamente all'azione legale, la cordata lancia un appello alle istituzioni: "La città non ha bisogno di vincitori e vinti, ma di luoghi capaci di generare comunità"

La Rotonda di Quinto verso il TAR: ricorso all'unanimità per salvare mezzo secolo di storia

La vicenda del Centro Anziani 'LA Rotonda' di piazzale Rusca, a Quinto, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Dopo la decisione del Municipio Levante di affidare la gestione dello storico spazio a un'altra associazione (la Compagnia delle Donne), estromettendo la realtà che da oltre cinquant'anni rappresentava un presidio sociale essenziale per la delegazione, l'assemblea generale dei soci si è riunita per stabilire la linea d'azione.

Alla notizia che l'Amministrazione comunale e municipale ha comunicato di non ritenere sussistenti le condizioni per un annullamento in autotutela del bando, e a seguito del tentativo, vano, di mediazione promosso dall'assessore al Patrimonio Davide Patrone e dal presidente del Municipio Federico Bogliolo per individuare una gestione condivisa, l'assemblea ha assunto una decisione netta all'unanimità: il ricorso al TAR per chiedere la sospensione cautelare dell'assegnazione e la verifica della regolarità delle procedure di gara. Per sostenere le spese della battaglia legale verrà costituito un apposito fondo di autofinanziamento aperto alla cittadinanza.

Oltre all'avvio della strada giudiziaria, l'assemblea ha approvato un'importante riorganizzazione interna del direttivo. Anna Degl'Innocenti, storica animatrice e figura di riferimento del Centro, è stata eletta nuova presidente dell'associazione con il compito di "custodire la tradizione dello storico circolo di Quinto e, nello stesso tempo, favorirne l'apertura alle giovani generazioni e all'intero territorio". Il presidente uscente, Pietro Pastorino, continuerà a rappresentare ufficialmente La Rotonda ricoprendo la carica di portavoce.

Nonostante il passo legale, l'associazione ha sottolineato che il ricorso non vuole trasformarsi in una chiusura al dialogo o in una contrapposizione personale con gli amministratori. L'obiettivo resta quello di fare della sede una vera e propria "casa delle associazioni e delle persone di Quinto", mettendo le attività dello spazio a disposizione dell'intero quartiere, di tutti i soggetti locali e della stessa associazione subentrante.

I FATTI DELLE SCORSE SETTIMANE

Alla gara del Municipio, La Rotonda si era presentata con un'ampia rete di co-progettazione costruita dal basso, unendo all'esperienza cinquantennale degli anziani la cooperativa Il Cesto (sulla scia dell'esperienza dei Giardini Luzzati), la cooperativa La Comunità, Il Rastrello e il gruppo giovanile Quinto Gen Zena.

Un'alleanza intergenerazionale che i giovani del quartiere rivendicano con forza: "Eravamo convinti che La Rotonda dovesse diventare un bene realmente aperto al quartiere, come richiesto dal bando. Non un luogo da assegnare, ma da condividere". Di fronte al verdetto della commissione, il gruppo giovanile ha sollevato un tema politico ed educativo centrale per Genova: "Perché, quando le nuove generazioni si organizzano, costruiscono reti e si assumono responsabilità, questa energia finisce sempre in secondo piano?".

Ribadendo la volontà di continuare a lavorare per il territorio, i promotori del progetto intergenerazionale hanno lanciato un accorato appello affinché non si creino spaccature permanenti nella comunità: "La forza del nostro progetto era questa: non sostituire qualcuno, ma unire. Non dividere il territorio, ma renderlo protagonista". L'auspicio finale è che prevalga un percorso partecipato: "Il nostro auspicio è che prevalga la volontà di ricostruire un progetto condiviso, aperto e realmente partecipato. Perché la città non ha bisogno di vincitori e vinti, ma di luoghi capaci di generare comunità".

I.R.

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