L'allarme sull'emergenza dei batteri resistenti agli antibiotici valica ormai le mura degli ospedali per interessare in modo capillare il territorio, le Residenze Sanitarie Assistenziali e la vita quotidiana dei cittadini. Con percentuali di resistenza che in Italia si confermano tra le più elevate d'Europa, la lotta all'antimicrobico-resistenza (AMR) richiede un cambio di marcia immediato fondato sulla sinergia tra medici di medicina generale, specialisti, farmacisti e reti territoriali.
Il tema sarà al centro della settima edizione della HTIDE Conference - Hot Topics in Infectious Diseases, il congresso internazionale in programma a Genova il 14 e 15 ottobre 2026 presso lo Starhotels President, presieduto dal professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'Ospedale Policlinico San Martino e presidente della SITA (Società Italiana di Terapia Antinfettiva).
I dati AR-ISS e l'impatto delle infezioni urinarie
I dati della sorveglianza AR-ISS stilati dall'Istituto Superiore di Sanità fotografano uno scenario complesso: nel 2024 la resistenza alle cefalosporine di terza generazione in Escherichia coli ha raggiunto il 27,7%, mentre la Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi si attesta al 24,0%. Il monitoraggio esteso alle urinocolture evidenzia che il 15,8% degli isolati di E. coli e il 10,6% di Klebsiella pneumoniae mostrano resistenze a farmaci tradizionali, complicando il trattamento delle infezioni urinarie tra donne e popolazione anziana sia in ambito domestico sia all'interno delle RSA.
«L’Italia resta tra i Paesi europei più esposti all’antimicrobico-resistenza — spiega il professor Matteo Bassetti —. Gli antibiotici che per anni sono stati farmaci di riferimento, come i carbapenemi, sono sempre meno efficaci. Una recente analisi condotta nel nostro Paese ha evidenziato che quasi il 60% delle terapie antibiotiche utilizzate nei pazienti critici con infezioni da germi resistenti ai carbapenemi risulta inappropriata. Questo significa che troppe volte partiamo tardi, partiamo male o utilizziamo farmaci, dosaggi, tempi e modalità non adeguati. Serve un cambio di paradigma».
Per invertire la rotta, la Società Italiana di Terapia Antinfettiva indica tre direttrici prioritarie d'azione: l'accelerazione della diagnostica per ridurre l'uso empirico dei farmaci, la contrazione della durata dei trattamenti per evitare l'aumento della pressione selettiva sui batteri, e la corretta calibrazione di dosaggi e vie di somministrazione.
In questo quadro, il ricorso alle tecnologie diagnostiche rapide sul territorio e la valorizzazione della farmacia dei servizi — in attuazione del Decreto Gemmato — rappresentano tasselli chiave per avvicinare i cittadini a percorsi di diagnosi guidati e ridurre il consumo superfluo di antimicrobici.
Il programma del congresso a Genova e l'appuntamento di Torino
Oltre al contrasto alle infezioni da germi multiresistenti (MDR), la HTIDE Conference di Genova affronterà i temi della prevenzione vaccinale nei soggetti fragili, l'impiego degli anticorpi monoclonali contro le infezioni respiratorie, le micosi emergenti e la gestione del paziente immunocompromesso.
Le risultanze del confronto internazionale genovese confluiranno successivamente nel 16° Congresso Nazionale SITA, pianificato per il 5 e 6 novembre 2026 a Torino, appuntamento incentrato sul rapporto tra strutture ospedaliere e servizi territoriali all'interno del Servizio Sanitario Nazionale.














